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NON SONO PIGRO: HO L’OCCHIO PIGRO!

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE ·
Tags: ambliopiaocchiprevenzioneoculista
Per ambliopia, comunemente conosciuta come “occhio pigro”, si intende la condizione in cui la capacità funzionale visiva di un occhio, o di entrambi, è ridotta o assente, senza che ci siano stati danni oculari organici pregressi noti. Colpisce ogni anno il 3% dei nuovi nati e risulta presente in circa il 4-5% della popolazione pediatrica; rappresenta, inoltre, una delle principali cause di deficit visivo nell'infanzia e nei giovani al di sotto dei 20 anni. Essa consiste in un deficit dell’apparato visivo: il cervello non riuscendo ad interpretare in maniera corretta ed univoca i segnali che gli giungono, mette in atto un “corto-circuito”, disattivando i segnali provenienti da un occhio. Nei bambini tale danno è generalmente reversibile entro i 6-7 anni circa, con opportune e precoci terapie ad opera del medico oculista coadiuvato dall’ortottista. Quanto più precocemente si interviene, tanto prima e meglio si può guarire…ecco perché l’importanza della prevenzione oculare, anche in assenza di sospetti diagnostici, di cui vi ho già accennato nel precedente articolo di questa rubrica. Tra le cause prevalenti di ambliopia:

    • I DIFETTI REFRATTIVI (ipermetropia e astigmatismo in misura maggiore, ma anche la miopia) che trasferendo un’immagine meno chiara, dall’occhio alla corteccia cerebrale, impediscono il normale funzionamento del sistema visivo;
    • LO STRABISMO in cui il mancato allineamento dei due assi visivi comporta una disparità tale tra le immagini retiniche trasmesse al cervello che una viene di esse viene soppressa.



Il trattamento dell'ambliopia più frequentemente si basa su tecniche non chirugiche: correzione ottica totale dei vizi di refrazione (la visita oculistica nei bambini DEVE prevedere la cicloplegia, quindi l’attesa di almeno 40 minuti nello studio dell’oculista dopo l’instillazione delle gocce…), occlusione con benda, penalizzazione con filtri o con l'uso di farmaci ad uso topico. In alcuni casi si rende necessario l'intervento chirurgico per rimuovere il fattore ambliopigeno primitivo, come nel caso di ptosi, cataratta congenita, strabismo, ma anche in questi casi il trattamento medico/ortottico si rende necessario sia prima che dopo l'intervento chirurgico.
È bene considerare quanto gli individui affetti da ambliopia, possano avere una vita meno semplice rispetto agli altri, immaginate, ad esempio, quanto la mancanza di una buona visione binoculare possa ostacolare il soggetto, a cominciare dall'età evolutiva, quando impedisce di realizzare un corretto sviluppo della localizzazione spaziale, della stereopsi, passando per l'età dell'apprendimento, quando può limitare almeno in parte il rendimento scolastico, per arrivare all'età adulta, in cui tale handicap riduce le occasioni di inserimento lavorativo e la possibilità di ottenere patenti o brevetti che amplierebbero le occasioni d'impiego dell'individuo…
Infine, un appunto personale, da chi nella pratica quotidiana, operando nel campo dell'oftalmologia pediatrica, ha a che fare spesso con i piccoli pazienti affetti da ambliopia: nulla è più triste del momento in cui si debba comunicare ai genitori di un bambino, giunto dopo gli otto anni, per la prima volta, all’attenzione specialistica, che ormai è troppo tardi… dunque ricordate … fondamentale è la tempestività della diagnosi del trattamento!

Medico Chirurgo Oculista, perfezionato in Oftalmologia Pediatrica
perfezionando in Neuroftalmologia
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