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Non si può MORIRE andando in VACANZA! Spiegatemi il PERCHÉ di questa ennesima TRAGEDIA …

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Pubblicato da in PENSIERI DI NONNI · 29 Marzo 2019
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Erano partiti tutti insieme, quattro amici con le rispettive fidanzate, si andava in vacanza, una vacanza sognata per tutto l'inverno ed ora finalmente le ferie … I quattro ragazzi lavoravano insieme in una grande fabbrica che produceva impianti di depurazione, una grossa industria che esportava anche in Medio Oriente. Luca era il direttore amministrativo, Giorgio era il capo magazziniere, Andrea era capo contabile e Mario addetto alle pubbliche relazioni. Erano amici da una vita intera: avevano frequentato la stessa scuola e si erano tutti diplomati nello stesso anno, Luca aveva continuato l'università e si era laureato a pieni voti in Economia e Commercio all'Università di Bari, era stato lui il primo ad entrare in fabbrica e, dopo aver fatto un colloquio e uno stage di ben due anni in America, era rientrato ricoprendo il ruolo di direttore amministrativo. Uno alla volta aveva inserito i suoi amici, con i quali a fine giornata si vedeva per trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia, non dimenticando le rispettive fidanzate… Angela, una bella e brava ragazza, con un fisico slanciato e due meravigliosi occhi verdi, era laureata in legge e lavorava presso una banca locale, era fidanzata con Luca da quasi due anni, erano felici e facevano progetti matrimoniali.
Lia, la più giovane, aveva solo diciotto anni, era la ragazza di Giorgio e si conoscevano da pochi mesi, era una ragazza molto allegra e, nonostante Giorgio fosse il più tranquillo del gruppo, non riusciva a placare la sua esuberanza, ma aveva solo diciotto anni e per questo tutti la scusavano, anche per le battute fuori posto.

Era felice di fare quella vacanza, la sua prima vacanza insieme ad un ragazzo! Lia sperava di poter capire meglio quello che realmente provava per Giorgio.

Poi c’erano loro: l’unica coppia sposata da più di quattro anni, anzi, a pensarci bene, proprio durante la vacanza avrebbero festeggiato il loro quinto anniversario di nozze! La moglie di Andrea di chiamava Chiara, era bella e solare, non avevano bambini ma lei sperava di averne presto uno, lei con i bambini ci sapeva fare, non a caso faceva l'insegnante elementare. Forse quella vacanza lontano dallo stress e dalla vita quotidiana avrebbe compiuto il miracolo, chissà!
Infine Mario, il bello del gruppo, sempre in cerca della sua anima gemella. Era proprio un bel giovanotto Mario, alto con un torace da sballo e dei muscoli scolpiti e due meravigliosi occhi celesti, ma così tanto celesti da sembrare due pezzetti di cielo. Era allegro, scherzava con tutti: insomma, era l'anima del loro gruppo!
Per la vacanza sarebbe partito da solo. L'ultima sua storia, con una ragazza di nome Sofia, era finita da poco. Era una ragazza americana che non sapeva parlare l'italiano e per questo, diceva Mario, non si erano capiti; ma io penso che non sia stato questo il motivo e Mario lo sapeva molto bene! Ma era pronto a ricominciare, più positivo che mai!                                                            La partenza era stata fissata per il 20 luglio, i passaporti pronti, le visite mediche effettuate. Tutto era pronto, anche le ragazze avevano terminato di fare incetta di micro bikini e parei coordinati, di tante creme, solari e non…

«Maldive aspettateci!», urlava Mario, «ragazze mettetevi in fila!»…

Finalmente l'aereo che li avrebbe condotti alla loro vacanza da sogno era in pista e si sentiva il rullo dei motori, tutti, più o meno, non erano alla loro prima volta, eccetto Lia che aveva tanta paura di volare e diceva di voler andare via, perché temeva di non riuscire a salire su quel grande mostro con le ali. L’hostess annunciò il volo e tutti percorsero il lungo corridoio che li separava dall'aereo, euforici e allegri: Mario come al solito sfornava battute e per tutti aveva creato un soprannome, solo Lia era muta e dovettero spingerla a salire sulla scaletta.                 
Poi, uno alla volta, pallida e rigida, si rannicchiò nel suo sedile e per tutto il viaggio non abbandonò mai il braccio del suo Giorgio che in tutti i modi cercava di tranquillizzarla. Poi finalmente le parole magiche: «il viaggio è terminato e stiamo per atterrare; il comandante ed il suo equipaggio vi augurano una felice vacanza».

Furono le ultime parole che la torre di controllo sentì.

La vacanza tanto sognata non era iniziata, ma di certo era terminata in fondo al mare: il mostro con le ali, come lo chiamava Lia, a pochi metri dalla costa si era inabissato, portando con sé le duecento persone che erano a bordo e tanti sogni.
Le cause: un guasto? Un malore del pilota? Una bomba? Non lo sapremo mai!
Quanti sogni infranti! Quante vite spezzate, strappate con violenza alla vita, alla speranza, alla voglia di scoprire, di esplorare il mondo…


Resterà un mistero la causa della sciagura del 20 luglio di un anno da dimenticare.
Ora il grosso mostro con le ali giace a testa in giù nella più bella spiaggia del mondo: Malindi. Intorno, uno spettacolo orrendo, tante valige, bikini colorati che ondeggiano sul mare, una bambola, tante scarpe, tanti libri, tanto di tutto… tanto silenzio e solo il rumore delle onde e di voci lontane...                                                                                                             
Luca, Mario, Giorgio, Andrea, Chiara, Angela, Lia mi pongono una domanda: perché? Questa è una domanda a cui nessuno potrà mai rispondere. Una cosa è certa: sarete sempre nei nostri cuori e non vi dimenticheremo mai! Mai!

La nonna Gina di tutti e per tutti  

Continuate a seguire "Pensieri di Nonni"
Raccontare per emozionare in bilico tra fantasia e realtà...
  
 
 
 
     
 
 
   
 
 
                       



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