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"Non restare indifferente mentre muoio...". Quando il BULLISMO diviene storia.

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Pubblicato da in APPRENDIMENTO · 6 Giugno 2017
Tags: bullismocyberbullismo
“Talvolta penso che non vorrei più uscire di casa. Qui sono al sicuro con le persone che mi vogliono bene e con le quali non ho timore di essere me stessa. Mi rintano nella mia camera, il mondo nel quale rifletto e mi pongo domande impossibili sull’incoerenza degli altri. Giulia, per esempio, ha sempre affermato di essere mia amica, ma non lo dimostra con i suoi gesti. Non è capace di reagire alle denigrazioni che gli altri compagni del gruppo mi rivolgono. Vorrei s’indignasse di fronte a simili situazioni. Vorrei affrontasse con disprezzo la violenza verbale e la cattiveria gratuita. Rimanendo immobile e indifferente, quasi riesce a sottovalutare e giustificare le inaccettabili azioni che senza alcun motivo mi rivoltano addosso. Eppure non riesco ad odiarla, la mia amica Giulia.
La sua è una terribile debolezza che si esprime nell’incapacità di ribellarsi al carisma nefasto di chi “comanda” e si manifesta con la passività e la tolleranza al male inaudito. Personalmente non sono più disposta ad accettare tutto questo. Proprio qualche giorno fa, altre due compagne mi supplicarono di dar loro un passaggio con il mio scooter. Io titubai, poiché, portando altre due persone sul veicolo, avrei infranto le regole del codice stradale. Furono talmente insistenti che alla fine riuscirono a convincermi. Le feci salire, si sistemarono come potevano e partimmo. Dopo pochi minuti, mi accorsi che le due ragazze erano intente a ridacchiare e confabulare alle mie spalle. Mi fermai senza alcuna esitazione. Dissi loro che non avrei mai più desiderato sprecare il mio tempo con chi non meritava la mia gentilezza e compagnia. Mi guardarono attonite e con il capo chino andarono via…a piedi!”. Il breve sfogo appena enunciato apre una finestra sul mondo interiore di una ragazzina che dichiara di preferire addirittura la solitutine, pur di non trovarsi a subire situazioni di violenza psicologica da parte dei suoi coetanei.

Il bullismo è un fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. Sta divenendo una vera e propria piaga che impedisce una sana crescita e sviluppo della società civile.

Come viene sottolineato nel racconto, in merito all’amica inerme rispetto ai comportamenti inaccettabili dei compagni, questi atti sono spesso sottovalutati e alcune volte non sono adeguatamente valutati anche dagli adulti.



La non adeguata valutazione di simili atti di violenza rischia non solo di coinvolgere la diretta vittima in un vero e proprio stato depressivo, ma anche coloro che assistono come spettatori a tali fenomeni.   


La Finlandia ha messo a punto una metodologia con l’intento di debellare il fenomeno del bullismo.


Questo metodo, denominato KiVa, è considerato indispensabile dagli educatori finlandesi per lavorare con i loro studenti. Il metodo è costituito principalmente da corsi che insegnano, non solo il rispetto per gli altri e l’empatia, ma soprattutto fa leva su coloro che assistono alle situazioni di bullismo senza esserne direttamente coinvolti. Gli spettatori, attraverso sensibilizzazioni e simulazioni, imparano a reagire in maniera differente agli atti di violenza. Comprendono come sia possibile creare una rete coesa e forte nei confronti di chi commette atti di violenza e denigrazione. Attraverso questo metodo, la Finlandia è riuscita a ridurre sensibilmente il fenomeno, raggiungendo il primo posto nella qualità dell’educazione primaria e superiore. La sorprendente validità del metodo finlandese ha spinto anche il nostro Paese ad importarlo, affinché si possano arginare, se non addirittura debellare fenomeni di tale gravità.

“ Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; ma l’indifferenza dei buoni”.
(Martin Luther King).

Al prossimo articolo e buona educazione contro l’indifferenza a tutti!

Dott.ssa Grazia di Lernia
Pedagogista, educatore extrascolastico

www.cittadellinfanzia.it
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