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Nessuno Sport è violento, nessuno Sport è pericoloso. BASTA luoghi comuni!

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 5 Febbraio 2019
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Lo sport è un attività che appassiona e accomuna tanta gente per innumerevoli motivi, come molteplici sono i benefici che chi pratica lo sport ottiene. Alcuni iniziano per specifici motivi di benessere, altri per puro svago, altri ancora per allargare le proprie conoscenze ed eventuali amicizie …Quando si inizia una pratica sportiva, o quando i genitori decidono insieme al proprio bambino quale attività sportiva intraprendere, vengono fatte tante considerazioni, alcune ampiamente errate, come quella di ritenere gli sport con contatto fisico discipline violente e, pertanto, pericolose per l’incolumità fisica degli atleti. È il caso della boxe e delle arti marziali, escluse molto spesso a priori dal ventaglio di possibilità da considerare per il benessere psicofisico del proprio figlio.
Queste attività sono guidate da regole molto severe, in cui si mira a trasmettere consapevolezza corporea, migliorando il controllo e la gestione del corpo in movimento nello spazio, ma soprattutto si lavora intensamente sulla capacità di gestire la propria emotività, la rabbia e tutte quelle pulsioni che fanno di un individuo un soggetto violento e impulsivo.



Inoltre, gli allievi durante gli allenamenti imparano le tecniche di attacco e di difesa, e in nessun caso viene menzionata la violenza come strategia di vittoria, anzi in queste discipline il rispetto dell’avversario è di primaria, nonché fondamentale, importanza.

Un altro mito da sfatare come sport violento è il rugby. Questo sport molto superficialmente viene considerato più violento del calcio (lo sport più diffuso in Italia), ma ne siamo proprio sicuri?

Il rugby può essere considerato uno dei giochi di squadra più ideali ed istruttivi, in quanto in esso prevale l’amicizia, la generosità, l’altruismo e il rispetto dei propri compagni, degli avversari, delle regole e degli arbitri. Nel gioco del rugby i giocatori non contestano mai la scelta dell’arbitro ed evitano episodi di simulazione. Le gare sono vissute con grande competizione e rispetto tra le due squadre, ma la cosa che caratterizza più di tutto questo sport è il terzo tempo, il momento nel quale, al termine della gara, gli arbitri e tutti i componenti delle due squadre si riuniscono per bere, mangiare e cantare insieme, perché, aldi là di chi vince o perde, la cosa più bella è condividere la gioia e la felicità che lo sport riesce a regalare.

“Non diamo tutta la colpa ai ragazzi di oggi, siamo noi ad aver perso poco alla volta la capacità di educare. Anche nello sport”  (Enzo Bearzot)

Tecnico sportivo APD Nicola Di Leo

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Corpo e mente di uniscono per il raggiungimento del benessere...
 
 
 
           



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