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Ma l’ABITO fa veramente il MONACO?

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in PENSIERI E PAROLE · 24 Luglio 2019
Tags: ingannoapparenzabugie
Riflettevo giorni fa su quanto i nostri gesti e il nostro porci dinnanzi agli altri costruiscano l’immagine iniziale di noi che, ad un una conoscenza sicuramente superficiale, potrebbero apparire già le linee guida della nostra identità. Riflettevo nel contempo a quanto di vero di noi ci sia in quegli atteggiamenti, a quanto di autentico di noi si celi dietro quelle apparenze che inevitabilmente iniziano a delineare la nostra personalità, almeno per coloro che non sanno realmente chi siamo. Un abito vero e proprio che potrebbe parlare di noi prima ancora di permetterci di proferire parola; un abito che potrebbe diventare emblema del nostro vero io, o prigione della nostra verità, verità presa in ostaggio, per strategia di comodo, vile ripiego o sconfitta autoinflitta, che allontani sempre più ciò che veramente siamo da ciò che concretamente sembriamo, o che avvicini, in un gioco paradossale di verità al contrario, la sostanza alla sembianza.

Essere e apparire sono due concetti sempre distanti?

Essere e apparire sono principi in perenne conflitto tra di loro, oppure esiste una linea sottile di congiunzione che permetta all’uno di riconoscersi nell’altro e viceversa? E se le nostre parole fossero l’abito che ci veste di verità, saremmo veramente soddisfatti e appagati della nostra immagine?  



E ancora: per quanto tempo si riescono ad indossare maschere, prima che la stanchezza della pantomima le faccia cadere miseramente in un’atroce tragedia di miseria umana? Tante domande, forse troppe, albergano in queste righe, ma purtroppo nessuno possiede risposte, nessuno può erigersi a cattedratico della verità assoluta. Ognuno, bensì, può riflettere su ciò che percepisce attorno a sé ogni giorno, cogliere le sfumature laddove pennellate pesanti disegnano disperate verità, sentire eco di sincerità espandersi al suono di flebili sussurri, e soprattutto pensare profondamente, rendendosi consapevoli, al riflesso che le proprie scelte comportamentali generano nel mare inquinato del giudizio altrui che snatura, distorce e molto spesso ferisce. Mi piacerebbe che il nostro vero io facesse la pace con la parte più artefatta di sé, che la ascoltasse con attenzione per capire quale bisogno la genera e quale paura la nutre e che nel frattempo impari ad ascoltarsi dentro… guardandosi sinceramente negli occhi …

“Non ci si bada, ma tutti disperdiamo ogni giorno o soffochiamo in noi il rigoglio di chi sa quanti germi di vita, possibilità che sono in noi, obbligati a continue rinunzie, a menzogne, a ipocrisie”. (Luigi Pirandello in ‘Maschere nude’)

Copywriter, donna, mamma

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