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Le parole costano care. Non regalarle a chiunque ma solo a chi ami veramente!

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Pubblicato da in LETTURA E RACCONTI · 30 Gennaio 2019
Tags: lettureemozioniraccontisignificatoparole
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“C’è un paese dove le persone non parlano quasi mai.
È il paese della grande fabbrica delle parole”.
                                                                                                                          
Inizia così il libro di cui voglio parlarvi oggi. Forse molti di voi lo conosceranno, per me è un libro unico, speciale, capace di emozionarmi ogni volta che lo rileggo. “La grande fabbrica delle parole” di Agnès De Lestrade, illustrato da Valeria Docampo ed edito da “Terre di mezzo”, è un albo illustrato che narra la storia d’amore tra Philéas e Cybelle, due bambini che vivono in uno strano paese dove le parole costano molto e per poterle pronunciare bisogna comprarle e inghiottirle.

Philéas vorrebbe dichiarare il suo amore a Cybelle, ma non ha abbastanza soldi per acquistare le parole “Ti amo”.

Per fortuna, però, con il suo retino riesce a catturare tre parole che volteggiano libere nell’aria e le conserva per donarle alla bambina come regalo di compleanno. Quando arriva da lei è scoraggiato dalla presenza del rivale Oscar, un bambino ricchissimo che può parlare a Cybelle, ma non si perde d’animo e con tutto l’amore che ha nel cuore pronuncia le sue tre parole: “Ciliegia! Polvere! Seggiola!”. Cybelle a questo punto gli si avvicina e lo bacia delicatamente sul naso. Philéas ha un’ultima parola da usare che conserva da tempo, una parola preziosa e guardando la bambina negli occhi le dice: “Ancora!”. Questa storia dolce, delicata, emozionante ha un significato profondo:

le parole hanno un loro peso, un loro valore, ma ciò che conta di più nella vita sono i sentimenti veri e puri che cerchiamo di esprimere.

Cybelle infatti è colpita dal gesto di Philéas che le dedica tre parole semplici che potrebbero sembrare banali, ma che trasmettono tutto l’amore che il bambino ha nel cuore.

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Le illustrazioni di Valeria Docampo sono parte integrante della storia, ci mostrano le emozioni dei protagonisti e il lettore non può fare a meno di sentirsi trasportato nel loro mondo. Il rosso, il colore dell’amore, domina il momento più importante della vicenda nel quale i sentimenti sono finalmente rivelati. “La grande fabbrica delle parole” è un libro per tutti, grandi e piccini, perché le belle storie non hanno età, sono sempre valide e leggerle non può che essere un piacere per l’anima.

Scrittrice e narratrice

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