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LA SPERANZA, QUELL’ILLUSORIO SPAZIO TEMPO IN CUI SCELGO CIÒ CHE E' VERO

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Pubblicato da in FILOSOFIA ED ETICA · 21 Marzo 2018
Tags: illusionesperanzaspaziotempo
La scorsa settimana, in un esercizio di pratica filosofica che ci interrogava sul rapporto esistente tra illusioni e speranza, è stato richiesto un diagramma in cui rappresentarsi partendo dal proprio tema filosofico esistenziale esplicitando il vissuto relativo alle tematiche suddette.
Dalle parole al disegno. La  rappresentazione iconografica del mio sé, illuso e sperato, mi ha vista DRITTA IN PIEDI, riflessa nella parte sottostante e legata  ad un filo sottile che mai permette la connessione tra le due me stessa, ma che mi porta sempre avanti nella problematizzazione. Come se, per illudersi e sperare, si debba avere la dignità dello stare eretti in piedi, come protesi al cielo.
Così mi chiedo se illusioni e speranze non siano quella vibrazione costante che, nei più riposti meandri dell’essente inconsapevolmente, (o consapevolmente…) sostiene il vuoto di senso.
L’illusione, che io ho creativamente interpretato come un giocare con i propri desideri in quegli spazi ameni del pensiero, è, invece, forse un inganno?
E’ una distorsione della realtà che ci pone al pari di Alice nel paese delle meraviglie in uno spazio tempo irreale? Oppure si tratta di una spinta adattiva al mondo alle sue incomprensibili ingiuste, spesso crudeli leggi?
Dal mio punto di vista l’illusione è il mondo Matrix in cui costruire una mia realtà in cui tutto può essere possibile.
Spazio tempo in cui io scelgo ciò che è vero.
È ILLUSORIO SPERARE che la dimensione trascendente dell’impossibile non sia poi nell’immanente possibile? Nel mondo illusorio io potrei pensare a tutte le mie possibili realtà in potenza. È quello lo spazio-tempo giocoso in cui posso afferrare tutti i miei desideri, sceglierne uno, raccoglierlo, coccolarlo e portarlo nella dimensione della possibilità.
Illuminarlo, come se fossimo in una sala cinema, al buio. Noi siamo attori e registi insieme e, improvvisamente con un flash, scegliamo di illuminare il NON ANCORA.
Spesso questa sola possibilità è ciò che ci tiene in vita: pensarmi in uno spazio in cui ritirarmi in solitudine, attribuirmi ruoli e pensare luoghi che sono solo miei. È questo lo spazio della mia esistenza creativa in cui vi sono nessun giudizio, nessun limite, nessuna impotenza, fine o inizio.
Che spazio per la disillusione? Anche la disillusione ha diritto di essere.
In THE LAST DAY OF SUMMER i Cure dicono: “Non c’è niente di nuovo, nulla che io pensi creda o dica; niente è vero”… E se non fosse così? È illusione?
 
 


- Counselor Filosofico

 
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