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La fortuna di avere un FRATELLO a quattro zampe che aspetta la tua nascita per esserti fedele per la VITA …

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Pubblicato da Dott.ssa Cecilia Scaringella in PET-THERAPY E SOCIALE · 27 Giugno 2020
Tags: pettherapycanefamiglia
Da poche settimane il piccolo Lorenzo galleggia dolcemente nella pancia di mamma Sara. Il tempo scorre lentamente, ricco di trasformazioni e novità inedite. Ogni tanto il bambino “in divenire” percepisce delle vibrazioni soavi…sono le carezze di mamma e papà Beppe al pancione, alle quali, a tratti, si aggiunge una piccola pressione, qualcosa di simile a un tocco leggero, strisciante, una sensazione primordiale e rassicurante, rivelatrice di un legame antichissimo: la coesistenza di due specie, l’uomo e il cane, uniti nel mistero della vita e della morte da 32mila anni.
All’ottava settimana nella minuscola testa di Lorenzo la coclea è ormai formata e inizia a delinearsi l’orecchio medio. In seguito si sviluppa il timpano e alla ventunesima settimana avviene un processo prodigioso, la coclea si collega alla corteccia cerebrale.
Intorno alla ventiquattresima settimana, Lorenzo inizia a riconoscere e memorizzare i suoni. Dopo la trentesima settimana la sinfonia dei suoni percepiti è al top: ora è la voce sognante della mamma che canta “Per te” di Lorenzo Jovanotti, ora è il saluto allegro del papà che chiede “ come stai tu lì dentro?”, ora, nel silenzio della notte, il piccolo sente come uno sniffare ritmico…è il respiro di Camilla, la sorella-cane che sorveglia, accoglie e protegge il piccolo invisibile e palpitante Lorenzo.
Lui immagina che la vita e il futuro avranno i colori di una deliziosa melodia e il tepore di quel respiro “canino”.
Passano i giorni e Lorenzo affronta la più grande delle rivoluzioni, entra nel mondo, viene “dato alla luce”.
Un forte dolore nel petto lo introduce a una nuova forma di sopravvivenza. Irrompe nella vita con grida, pianto e tosse. I suoi movimenti nello spazio sono ancora scoordinati, ma presto trova pace e quiete quando è adagiato sul corpo della mamma o avvolto dalle braccia immense del papà. Nei giorni successivi il bebè impara a muoversi e a piangere per esprimere una sensazione o per raggiungere un oggetto colorato, poi, intorno al sesto mese, sperimenta con soddisfazione che può alzare la testa sollevandosi sulle braccia quando si trova in posizione supina. In uno di questi momenti Lorenzo incontra lo sguardo di Camilla, profondo, amichevole, adorante.

L’orizzonte delle sue conoscenze si apre, sconfina, quel corpo maestoso e caldo che fino a quel momento lo aveva accompagnato ovunque, ora lo avvolge con il suo sguardo, sguardo proveniente da un “altro mondo”  e “mondo altro” odoroso di terra e di bosco, abitato da visioni e da messaggi provenienti da madre natura.

Lorenzo scopre il contatto visivo con Camilla, fatto di dialoghi silenziosi ma eloquenti, così come era accaduto incontrando gli occhi incantevoli di sua madre mentre succhiava il latte dal suo seno. Fissandola e desiderando un contatto ancora più intenso, il piccolo scopre le sue manine, le apre e le chiude nel tentativo di raggiungere il cane e finalmente queste planano sul pelo dorato di Camilla.

Ormai il legame con l’amica a quattro zampe è stabilito! Lorenzo ne riceve  conforto ed energia. Questa esperienza gli apre le porte della conoscenza del proprio corpo e del mondo in cui è immerso.

Da tempo Lorenzo si esercita con svariati vocalizzi e crescendo, anche le sillabazioni “mamama” e “papa “ regalano ai genitori la gioia di sentirsi chiamati per nome. Tra il nono e diciottesimo mese il bimbo mostra attenzione quando sente pronunciare il suo nome, o la parola “mamma”, “papà”, oppure ” Camilla”.



Ne coglie gli stati d’animo, l’allegria e il dolore, il piacere o la paura, la rabbia e la soddisfazione, l’affetto e la tranquillità.Presto arriva il giorno del suo primo compleanno: Lorenzo è in piedi sulla sedia, al centro tra mamma e papà super emozionati, lo sguardo concentrato sullo schermo dello smartphone nel tentativo di scattare il selfie più avvincente della storia. Il festeggiato affonda una manina sulla panna della torta, mentre la sua bocca, ormai esperta nell’articolazione di dieci paroline, o poco più, pronuncia allegramente “ mi- mi “ , “la- la ” …“CA-LI-LLA” !
Il selfie è scattato, CA-MI-LLA ha leccato accuratamente la mano di Lorenzo e il viaggio di due amici, complici per la vita, ha appena celebrato il suo inizio.
Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite

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La comunicazione che va “oltre”...
     
 
 
       
 
 
   
 
 
               



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