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La FIABA a teatro. I bambini hanno bisogno di MERAVIGLIA!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in MUSICA E TEATRO · 1 Giugno 2019
Tags: fiabeteatroscuolapedagogia
Oggi, cari amici, vorrei soffermarmi circa la predilezione nei testi teatrali, per e con i bambini, della fiaba. La fiaba a teatro non solo si ammanta di significato e senso, un valore aggiunto al proprio, codificato per nascita (sappiamo della sua tradizione orale, della sua ritualità, del suo farsi esattamente come il tempo, con lo svolgersi delle stagioni, e del legame con la vita contadina con i suoi ritmi regolari e scanditi), ma possiede con il teatro stesso, una matrice che riconosce nel rito, il diventare collettività, partecipe alle vicende tristi e gaie della vita dell’uomo. A questo punto, colto tale basilare e importante parallelismo tra questi due modi di raccontare la vita, come negli albori dell’esistenza, in epoche primitive, si assisteva, in assoluta armonia con l’universo, al lento e inesorabile accadere delle vicende umane, è doveroso, spostando l’asse della nostra attenzione al microcosmo, cogliere tale parallelismo agli albori della vita dell’individuo: l’infanzia.

La fiaba è il genere che meglio si adatta alla psiche del bambino, il quale può godere di una struttura perfettamente in accordo con il suo modo di intendere e percepire la realtà circostante.

Il teatro con la fiaba ha numerosi punti in comune: abbondanza di dialogo diretto; personaggi estremizzati e polarizzati (incarnazione del bene e del male) e ben delineati nei loro tratti fisici e psicologici; capacità interpretativa ed immaginativa del narratore, come la capacità di recitare, di interpretare un personaggio e soprattutto di inventare una nuova drammaturgia del racconto; azione che prevale sulla descrizione.


Ma ciò che risulta evidente e che permette al racconto fiabesco di caricarsi di ulteriore senso, una volta calcate le tavole del palcoscenico, risiede proprio nel linguaggio simbolico. Lo stesso gioco che sin da bambini popolava i nostri sogni, immergendoci nel mondo della fantasia, dove un qualsiasi oggetto possedeva il magico potere di trasformarsi, lo ritroviamo a teatro con il suo linguaggio pluricodicistico. La scenografia, sia pure essenziale, gli oggetti di scena, non sono altro che un tramite per spiegare le dinamiche proprie del genere fiabesco: la magia che la fiaba possiede in sé è la stessa che si respira prima, nell’attesa che si apra il sipario, e dopo, scoprendo un mondo, la famosa quarta parete a contatto stretto e diretto con il pubblico, partecipe e attore esso stesso dell’evento teatrale. Il teatro diventa per il bambino uno strumento essenziale alla scoperta dei meccanismi della fiaba stessa, un modo per percorrere sentieri già battuti, ma soprattutto per reinventarne di nuovi, dove personaggi, vicende, situazioni ritrovano nell’attuale immaginario una loro precisa collocazione, vestendosi di nuova luce. Non si tratta di stravolgerne il significato, né di riprodurre le stesse emozioni che l’ascolto di una fiaba può suscitare, ma di crearne delle nuove proprio attraverso lo spettacolo teatrale. Ecco che la nuova fiaba si crea e nasce sotto gli occhi dei piccoli spettatori: il fascino evocativo di questi racconti siriveste del meraviglioso fascino che il teatro riesce a regalare.

Insegnante, attrice teatrale

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Un sipario che si apre sulla vita…
 
 
 
             



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