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LA CONCHIGLIA MAGICA

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Pubblicato da in LETTURA E RACCONTI ·
Tags: raccontofantasiaconchiglia
Lara era in piedi in riva al mare, con attenzione guardava i suoi piccoli piedi sprofondare poco a poco nella sabbia bagnata mossa dalle onde che si infrangevano sul bagnasciuga. L’acqua del mare sicura e impetuosa raggiungeva le sue gambe, le avvolgeva in un rapido abbraccio per poi allontanarsi e tornare ancora a rinnovare l’incontro con quella piacevole frescura. Lara sollevò lo sguardo verso l’orizzonte, respirò a pieni polmoni poi si girò e sorrise a sua madre che la osservava seduta comodamente sotto l’ombrellone.
«È ora di andare» disse la signora Bruno.
«Ancora cinque minuti mamma, per favore…».
«Papà ci aspetta, comincia a raccogliere i tuoi giochi».
Lara sospirò e con il capo chino si diresse verso la collinetta di sabbia dove aveva lasciato i suoi “attrezzi marittimi”. Sollevando il secchiello, però, si accorse che qualcosa di perlato spuntava dalla sabbia. Cominciò a scavare e in pochi secondi portò alla luce una enorme conchiglia bianca. «Mamma! Guarda cosa ho trovato!».
«È davvero una conchiglia molto grande, non credo di averne mai vista una simile. Portiamola a casa, scommetto che papà rimarrà a bocca aperta».             
Lara la ripose con cura nel suo zaino, poi mano nella mano madre e figlia si avviarono verso casa. Quella notte la piccola fu svegliata da un suono insolito, aprì gli occhi e cercò di capire da dove provenisse. Si guardò intorno e si accorse che la conchiglia, che aveva poggiato sulla sua scrivania, vibrava. Si avvicinò, la prese tra le mani e istintivamente l’appoggiò all’orecchio: una voce dolce e melodiosa cantava una strana canzone. Lara chiuse gli occhi e quando li riaprì si ritrovò in un rigoglioso giardino.

Su di un’altalena dondolava una bambina dai capelli scuri e corti: era lei che cantava.


Nel vedere Lara si fermò e le corse incontro: «Ti ho aspettato per tanto tempo…».
«Davvero? Ma io non ti conosco…».
«Mi chiamo Perlita e vivo in questo giardino fatato da sempre. La conchiglia che hai trovato è magica. Tanto tempo fa mio nonno la trovò in uno dei suoi viaggi e me la donò. Io l’avevo persa in mare, ma sapevo che un giorno una bambina come me l’avrebbe ritrovata. La conchiglia ha il potere di portarti ovunque tu voglia andare, potrai capire qualunque lingua del mondo e se vorrai potrai persino diventare invisibile e visitare senza essere vista».
«Ma allora perché mi ha portato qui da te? Io non ho espresso nessun desiderio».
«Come ti dicevo, la conchiglia mi appartiene e perché diventi di qualcun altro devo essere io a donargliela. Sono felice di averla ritrovata, ma non voglio più fare dei viaggi da sola, così, se vorrai, sarà tua e mi porterai con te nelle tue esplorazioni».
Lara era un po’ confusa, ma sorrise e accettò la proposta, Perlita le era simpatica.

Le bambine si presero per mano e Lara disse: «E ora, si parte!»

Da quella notte le piccole viaggiarono in lungo e in largo per il mondo: dalla savana africana, dove giocarono con elefanti, giraffe e zebre, giunsero in Cina, per camminare sulla Grande Muraglia, poi in Scozia, per visitare antichi castelli a caccia di fantasmi. E così, piene di curiosità, visitarono ogni giorno un posto diverso fino a scoprire gli angoli più reconditi della terra. Con il passare degli anni, però, Lara crebbe e cominciò a viaggiare meno con la sua amica che restava sempre bambina. Una volta diventata mamma decise di donare alle sue figlie la preziosa conchiglia perché potessero vivere anche loro tante meravigliose avventure.

                                                                                              
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