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L’intesa inspiegabile che scatta con il proprio cane è AMORE a prima vista

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Pubblicato da in PET-THERAPY E SOCIALE · 13 Agosto 2019
Tags: petamorecanifedeltà
Mio padre si chiama Lucky Boy, mia madre Violet. Lui è un proprio un figurino, un mito per me di forza e bellezza. Mia madre, la dolce Violet, dedica la sua vita ai bambini, gioca con loro, offre ogni tipo di coccole con sguardi, giochi divertenti, carezze: è una specie di insegnante, mamma, compagna di giochi, delle volte anche consolatrice. Lei è felice quando rende felici gli altri: bambini e cuccioli di tutte le specie … Nei primi giorni di vita pensavo che fosse la mamma di tutto il mondo!

Poi ho capito che era la mia mamma. Come l’ho capito? Dal suo odore irresistibile, dal suo latte delizioso e dalle sue leccatine che mi insegnavano a percepire ogni singola parte del mio corpo.

Mi leccava le orecchie dicendomi: “queste sono le orecchie “, leccava la pancia e mi spiegava: ”questa è la tua pancia “… e così via. Con il suo sguardo determinato mi ha insegnato la calma, mi ha insegnato a rispettare il mio turno per mangiare, a giocare in modo equilibrato con i miei fratellini.

Non dimenticherò mai il suo magico odore, l’odore dell’essere mamma di tutto il mondo.
Pian piano sono cresciuta: 30 giorni, 60 giorni di vita,  vita intensa e travolgente. Ogni tanto qualcuno dei miei fratellini se ne andava in compagnia di una famiglia umana. Spesso Cristina, il capo della grande casa dove sono nata (credo che il suo cognome fosse “allevatrice”), mi richiamava con dei versi strani che ancora oggi ricordo, mi invitava al gioco con bellissimi animaletti di peluche, mi faceva foto, mi portava in un parco divertimenti con tanti percorsi, giochi e sorprese. A volte  parlava al telefono con una signora che voleva tutta l’Italia per venire a conoscermi. “Sarà una nuova mamma?”, mi chiedevo.“Ma quante mamme del mondo esistono?”.
La mattina dell’8 dicembre 2019, mentre facevo un riposino nel recinto della grande casa,  arrivò lei, la promessa mamma umana, con gli occhi scintillanti e un sorriso supersonico,  si avvicinò a me con delicatezza e pronunciò per la prima volta il mio nome “Tata Joy “.     

      
    
Il mondo all’improvviso si  colorò di mille altri colori, di mille altri odori, di mille altri sguardi…
Non era sola, c’erano anche le zie Patrizia, Alina, zio Mario, tutti emozionati testimoni  dell’incontro del mio sguardo con quello della mia nuova mamma Cecilia … intenso come una corrente fluida, calda, luminosa …Con grande rispetto mi prese in braccio, ci siamo piaciute subito, eravamo fatte l’una per l’altra! Mordicchiai i capelli ricci di Cecilia…stessa consistenza dei riccioli biondi di Cristina, buoni,  si prestavano bene ad essere mangiucchiati, tirati, ammorbiditi con la saliva. Mi sa che tutti questi umani hanno un sapore gradevole, tutto da scoprire e gustare. Andammo tutti insieme a giocare sul prato: Cecilia mi chiamava e correva ed io ero magneticamente attratta da lei, poi mi chiamava e si accoccolava per accogliermi felice … iniziammo così a tessere i fili preziosi della nostra relazione, fili di gioia, di vita, di vibrazioni positive che tutti chiamano AMORE …

Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite

                                                                                         
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La comunicazione che va “oltre”...
             



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