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EMICRANIA: il demone in agguato nell'oscurità pronto a strapparti la vita

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in PENSIERI E PAROLE · 8 Gennaio 2020
Tags: emicraniamalditestadolore
Ci siamo! Mancano due giorni al mio matrimonio! Mi sento euforica ed eccitata al pensiero di sposare finalmente il fidanzato di una vita. Dopo dieci anni di fidanzamento due giorni voleranno in un baleno. E oggi per me è l'ultimo giorno di questo anno scolastico. Saluterò i bambini con più vivacità del solito. Con le colleghe mi rivedrò tra due settimane. E poi ho una giornata strapiena. Il vestito da ritirare, le bomboniere da portare al locale, e poi...e poi...e poi...E poi comincia che sento bussare alla mia porta, o forse dovrei dire alla mia testa.
"Ciao Mariella! Ci sei vero?", mi saluta con tutta la sua arroganza la mia vecchia nemica.
Vorrei poterle rispondere che sono uscita per vivere i miei ultimi giorni da fidanzata, che ho mille cose da fare, che non posso e soprattutto non voglio farla entrare. Ma lei non ha bisogno del mio permesso. Si insinua nella mia giornata. Lentamente... Ed io comincio a sorridere meno ai miei bambini, a chiedere loro di abbassare la voce, di scegliere giochi più discreti. Peccato! Speravo di salutarli in modo diverso!Torno a casa con un po' di nausea. Non ho molta voglia di mangiare. Sarà la tensione, mi dico ben sapendo di prendermi in giro. E intanto la mia nemica ha deciso di festeggiare nella mia testa smontando forse qualche parete. Forse è meglio se vado un po' a letto. La giornata è ancora lunga e gli analgesici non stanno facendo effetto. Mi trascino per il corridoio che improvvisamente mi sembra più lungo e più luminoso del solito. Troppo.

Mi illudo ancora che questa volta non rovinerà un momento così importante della mia vita, ma so bene che è un’illusione. Anche questa volta Lei si prenderà un pezzo di me, delle mie emozioni, dei miei ricordi per divorarli, stritolarli e lasciarmi con dei vuoti. Inutile quasi combatterla.

Mi stendo sul letto. Non ho nemmeno la forza di togliermi le scarpe. E poi devo essere pronta per uscire, per completare i preparativi, per…correre in bagno a vomitare. Oddio, no! Ti prego! Ogni conato è una staffilata nel cervello, mi provoca lampi. Comincio a tirarmi i capelli, urlo, le gambe non mi reggono, cado sulle ginocchia. Mia madre corre in bagno per aiutarmi, le vedo le lacrime agli occhi. È arrivato in momento di passare alle punture, inutile rimandare ancora. Solo quelle placano questa sofferenza, mi fanno cadere nell’oblio.



Sì, perché di questo si tratta. Non sai più chi sei, dove sei, che ore sono…Oh cielo! Fuori è tutto buio! Che ore sono? Ho tante cose ancora da fare! Che ore sono? Chiamo a voce alta, appare il mio fidanzato. “Scusami, ho fatto tardi. Andiamo?”, gli dico, anche se in realtà mi sembra di trovarmi in un’altra dimensione. “No, tesoro, resta pure a letto tranquilla perché ho fatto tutto io. Adesso è tardi, se ti avessi aspettata non avremmo fatto in tempo.”
Ho fatto tutto io…
Ecco cosa fa lei! Ti annienta, ti sfianca e si prende momenti della tua vita senza alcuna pietà. Ho perso la gioia di poter completare i preparativi del mio matrimonio, un momento unico. Non importa, pazienza. Ma talvolta dire “pazienza” lascia comunque l’amaro in bocca…

Docente di Scuola Primaria

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