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L’EDUCAZIONE FISICA NELLE SCUOLE

Città dell'Infanzia
Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE ·
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Da quasi un mese, tutti i bambini e ragazzi sono tornati a scuola ritrovando amici, professori e nuovi argomenti da studiare nelle varie materie proposte in ogni istituto scolastico. L’Educazione Fisica è da sempre la disciplina che appassiona la maggior parte degli studenti e che tutti aspettano di approfondire con trepidazione, ma come viene svolta e come viene strutturata l’Educazione Fisica nelle nostre scuole? L’educazione fisica è presente in ogni indirizzo scolastico, più precisamente nella scuola primaria il Ministero dell’Istruzione stabilisce come quantitativo minimo una sola ora da dedicare all’attività motoria, mentre nelle scuole secondarie di primo e secondo grado vengono stabilite due ore, fatta eccezione per il Liceo Scientifico con indirizzo sportivo, dove vengono indicate per la materia 6 ore settimanali. L’importanza di questa materia consiste nel fatto di non considerare solo l’apprendimento e l’esecuzione di gesti nei singoli sport, o dei regolamenti di ogni disciplina, ma anche di voler  trasferire agli studenti importanti nozioni, come la conformazione del corpo umano, la muscolatura, lo scheletro, il metabolismo e di trattare la conoscenza di altre realtà motorie, come ad esempio la tecnica di rilassamento e lo stretching. Che come avviene in tutte le altre materie, anche nell’educazione fisica, ogni allievo può mostrare le proprie qualità e trarre importanti lezioni di vita: in questa disciplina ogni studente impara a rispettare le regole, a saper accettare le sconfitte e conoscere i propri limiti. Purtroppo, però, la realtà dei fatti ci porta ad affermare che l’educazione fisica, per il nostro sistema scolastico, è una disciplina non proprio al pari delle altre, soprattutto nelle scuole elementari dove bisogna gettare le basi per lo sviluppo del corpo e introdurre l’attività sportiva nello stile di vita di ogni bambino, recentemente più stimolati ad impegnarsi nei videogames e nelle sfide virtuali.


La domanda quindi sorge spontanea: perché, nonostante la conoscenza dei benefici di questa materia, siamo così lontani nel trattarla come merita?

Le risposte sono diverse. Prima di tutto bisogna precisare che non tutte le scuole sono dotate di palestre, mentre laddove ci sono, c’è carenza di attrezzature idonee per lo svolgimento dell’attività sportiva. In particolare si segnalano diversi problemi, come ad esempio gli arredi non a norma, o attrezzi ginnici danneggiati che rallentano, o peggio ancora, non permettono il normale andamento delle lezioni; pavimenti rovinati;finestre rotte; per non parlare dell’igiene pessima che si riscontra in questi ambienti. Inoltre, nel nostro Paese non ci sono linee guida precise previste dal Ministero dell'Istruzione, a differenza di altri Stati europei dove è previsto  l'insegnamento della ginnastica a corpo libero e di giochi, senza escludere la possibilità di fare atletica, nuoto e anche danza, come ad esempio in Belgio, Francia, Germania, Austria e Ungheria. La Francia rappresenta il Paese nel quale si dedicano più ore all’attività fisica (108 per la scuola primaria e 102-108 per la scuola secondaria), in Spagna, Malta e Turchia svolgono dalle 24-35 ore; cambia invece nelle scuole superiori, nei licei e negli istituti tecnici, dove, nella maggior parte dei paesi, l’orario di insegnamento minimo per l’educazione fisica equivale in media al 6-8%di quello complessivo. La Francia si distingue ancora una volta con il 14%, mentre in Spagna, Malta e Turchia ci si ferma al 3-4% . L'Italia, con le sue 66 ore nelle scuole secondarie, è a circa metà classifica, ma dietro a paesi come Austria, Polonia e Germania.                                                                      
Nella maggior parte dei Paesi la quota di orario destinata all’educazione fisica è leggermente superiore rispetto a quella delle scienze naturali o delle lingue straniere, e pari a quella delle attività artistiche. Facendo un rapido calcolo, gli studenti italiani arrivano alla fine delle scuole elementari avendo accumulato un ritardo decisivo rispetto, ad esempio, ai loro colleghi tedeschi (dove le ore ogni anno sono più di 80) e danesi (dove l’educazione fisica occupa 70 ore di lezione all’anno).

Sommando mese dopo mese, il gap stimato può sfiorare anche le 500 ore.

I dati descritti dovrebbero far riflettere e spingere verso cambiamenti considerevoli, non trascurando l’importanza di investire nelle strutture per consentire ai bambini e ai ragazzi di vivere e allenarsi  in spazi idonei con insegnanti preparati e formati a guidarli in un percorso degno di attenzione ed estremo valore.

, Tecnico sportivo      
                                                                                          
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