Diritti umani - Cittadellinfanzia

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L’AMORE E LA PROVA PER CRESCERE

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“Quel giorno persi il contatto con la realtà circostante. Sembrava che nulla avesse più senso per me. Mi domandai come sarei riuscita a sopravvivere. Soprattutto non mi capacitavo della modalità con cui lui aveva scelto di lasciarmi: una lettera. Pensai che avrebbe potuto attendere di tornare il fine settimana e spiegarmi le sue ragioni di persona, guardandomi negli occhi. Malgrado ciò, inizialmente, non riuscii a cogliere nel suo gesto alcuna connessione con le sue responsabilità. Percepivo la sua personalità infallibile, giusta e sicura. Rimandai unicamente a me stessa ogni colpa di quello che era accaduto. In realtà, fu la sofferenza lacerante di quella perdita che mi aveva impedito di leggere in profondità la situazione. Qualche tempo dopo, fu la rivelazione di un’amica comune che allargò i confini della mia comprensione. Lei mi raccontò che, negli ultimi tempi della nostra relazione, lui le aveva confidato tutte le sue perplessità sul nostro rapporto e, aveva concluso il dialogo con lei, lasciandosi sfuggire una frase che, alla stessa amica, era apparsa a dir poco desolante: disse che ‘ero in prova’! Questa frase, pronunciata a voce bassa e con un senso di reticenza dalla mia amica, circondò di ghiaccio il mio cuore, ma si rivelò di grande aiuto per guardare in faccia la realtà.
All’improvviso, tutto fu più limpido. Mi vennero alla mente tutti i suoi tentativi per rendermi ‘una donna migliore’. I suoi ‘suggerimenti’ spaziavano dai consigli per mantenermi in splendida forma con l’attività fisica e il cibo sano, a proposte sui libri da leggere. Erano davvero rari i momenti in cui mi sentivo libera di esprimermi con schiettezza e leggerezza con lui. Mi resi conto che avevo sempre temuto il suo giudizio e la sua approvazione su tutto.
Mi ricordai di un giorno in cui mi disse che non ero una gran chiacchierona, mentre gli altri di me conoscevano un’altra parte che amava parlare e raccontarsi all’infinito. Cosa era accaduto? Come avevo fatto a non capire che non era la persona giusta con la quale condividere la mia vita? Come avevo potuto permettere che qualcuno dirigesse le mie scelte? Ho scoperto che non era quell’uomo a ‘tenermi in prova’, ma la vita, che mi stava chiedendo di crescere per diventare una persona migliore, consapevole dei miei tanti difetti ed anche delle innumerevoli qualità che sono fiera di possedere!”.

Può accadere, nel percorso di vita di chiunque, d’imbattersi in una relazione nella quale si perda la consapevolezza della propria personalità e si orienti la propria esistenza in funzione dell’altra persona. Nel caso appena citato, la frase “nulla aveva più senso per me” è determinante per intuire la perdita di autostima che una persona possa raggiungere.       

Quale potrebbe essere il principale tassello per instaurare una sana relazione di coppia? Senza alcun dubbio, l’elemento fondamentale che si presuppone è il desiderio di conoscere in profondità l’altra persona. La volontà e la predisposizione alla diversità dell’altro includono uno sforzo per uscire  dai propri schemi mentali. Nel racconto appena menzionato si percepisce la scarsa conoscenza fra le due persone, determinata in primo luogo dall’incapacità dell’uomo di accogliere la diversità  della sua compagna, con l’intenzione, addirittura, di plasmarla secondo un preciso stereotipo.
La consapevolezza di costruire una relazione sulla conoscenza reciproca permette di scoprire le priorità dell’altro, i suoi obiettivi personali ed i suoi desideri. Tutto ciò permette di mettere l’altra persona nella condizione di raccontarsi e rivelare la dimensione più vera e unica di se stessa.

L’unica “prova” che si può sostenere in una relazione di coppia è la capacità di “incontrarsi”, scoprendo ogni giorno nuove strategie per dialogare, decentrando se stessi, abbassando il proprio egoismo e desiderando il bene dell’altro.

“L’amore non è una passione. L’amore non è una emozione. L’amore è una comprensione profonda del fatto che l’altro in qualche modo ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza”. ( Osho).                                               
Al prossimo articolo e buone prove di vita a tutti!
, pedagogista, educatore extrascolastico

Chiedi alla pedagogista di "Psicopedagogia". Leggendo attraverso anima e relazioni.




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