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INSEGNARE non è un mestiere per tutti: il titolo di studio non BASTA!

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Pubblicato da in DIDATTICA E DINTORNI · 26 Luglio 2019
Tags: insegnamentodidatticadocentiscuola
Siamo ormai nel pieno dell’estate. Finalmente studenti e docenti si godono il meritato riposo fisico e mentale e io ne approfitto per fare qualche riflessione personale.Dal punto di vista strettamente professionale, il mio anno è stato semplicemente un po' più impegnativo degli altri, ma dal punto di vista relazionale ed emozionale è stato un anno di cambiamenti. Ancor più che in passato, ho cercato di stabilire con i miei allievi un rapporto umano autentico, sincero e profondo, seppure non sempre idilliaco, cercando di essere loro sempre vicina e guardando prima di tutto alla persona, poi all’alunno.
Ho osservato, però, che ci sono docenti estremamente preparati, ma che non sono mai riusciti a stimolare la motivazione e l’interesse dei propri discenti.
Mi sono, quindi, chiesta quali siano le caratteristiche che un insegnante dovrebbe possedere per poter trasmettere l’amore per il sapere. In realtà non esiste il manuale del buon docente, ma ritengo che ci siano degli aspetti che non possono assolutamente mancare in chi svolge questa professione. Comincerei dalla passione, quella che ci spinge a voler continuamente migliorare, ad aggiornarci, quella che ci permette di cambiare, di adeguarci ai tempi, di modificare i metodi di insegnamento, di comprendere il nuovo modo di imparare dei ragazzi.
Diciamo la verità: il solo titolo di studio non è sufficiente a formare un buon docente!
È importante comunicare in modo diretto, chiaro e coerente per suscitare nei propri alunni entusiasmo, curiosità, voglia di sapere e conoscere. L’insegnante deve saper creare un clima di fiducia, deve saper ascoltare, soffermarsi sui loro interessi, sulle loro aspettative e sulle loro insicurezze instaurando una relazione empatica. Solo così diventerà facilitatore dell’apprendimento e stimolerà la motivazione allo studio.



E pazienza se tutto ciò non rientra nei “programmi”! In fondo la scuola la fanno gli studenti e gli insegnanti, cioè coloro che la vivono quotidianamente.
Capitolo a parte rappresenta la valutazione che dovrebbe essere usata non per identificare lo studente con un voto, ma come strumento formativo per farlo crescere, maturare, per indicare e intervenire sulle criticità e valorizzare le eccellenze.

In sintesi, insegnare è uno dei mestieri più difficili del mondo.

Richiede competenze strettamente didattiche, ma, soprattutto oggi, anche apertura mentale, intelligenza emotiva e relazionale, umiltà, essenziale per chi lavora a contatto con altre persone, autorevolezza, necessaria per conquistare la stima e il rispetto degli studenti e delle famiglie. Personalmente non ho scelto questa professione ma, come ha affermato una persona a me vicina, me la sono cucita addosso, cercando di essere sempre una professionista e facendo quotidianamente del mio meglio, perché, come affermava il pedagogista Friedich Froebel:

“Educare è arte nobile, tanto nobile quanto difficile. Non è la cattedra che dà valore al maestro; è l’azione dell’educatore, è l’opera intelligente e buona, è il metodo che il maestro adotta”.

Docente di Scuola Primaria

Continuate a seguire .
Tra sacro e profano... consigli utili e approfondimenti per scoprire di più su quello che c’è oltre una cattedra.
             
 



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