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Inaccettabile: a SCUOLA la MUSICA è ancora una materia da SERIE B!

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Pubblicato da in DIDATTICA E DINTORNI ·
Tags: musicabambiniinsegnare
"La musica non è un privilegio di pochi ma un patrimonio di tutti”  asseriva Zoltan Kodály, compositore, filosofo ed etnomusicologo ungherese. In Italia è ancora così? Ne dubito molto. Il nostro straordinario patrimonio musicale, legato a geni della musica quali Verdi, Puccini, Vivaldi, alle forme musicali conosciute in tutto il mondo come l’Opera Lirica e la Sinfonia, è stato progressivamente dimenticato. La musica nel nostro paese non è più adeguatamente valorizzata ma relegata a semplice passatempo o svago personale. E la scuola è specchio fedele di questa società. Nell'ambito della scuola primaria italiana, l'educazione musicale non è mai stata una “disciplina” prioritaria. Il suo ruolo è stato sempre quello di realizzare attività ricreative da effettuare dopo le materie più impegnative quali l’italiano e la matematica. Solo recentemente si è attribuito alla musica un ruolo fondamentale nel percorso della formazione della persona, grazie anche alla “Teoria delle intelligenze Multiple” dello psicologo Howard Gardner, secondo la quale la musica aiuta a comporre il pensiero e il lavoro delle persone, soprattutto nell’apprendimento delle abilità matematiche, linguistiche e spaziali. Forse, però, avremmo potuto rivalutare quest’arte anche da soli, senza aspettare la “teoria”.

La musica ha un ruolo preponderante nello sviluppo del bambino perché essa è una forma comunicativa completa e complessa.

Attraverso l’esperienza musicale si possono, infatti, sviluppare competenze corporee, affettive e relazionali, che permettono di maturare sicurezza interiore, di ascoltare e comprendere le emozioni dell’altro, di accettare il diverso, realizzando forme di socializzazione. Fin qui tutto bene. All'atto pratico, tuttavia, come possiamo favorire l’apprendimento musicale del bambino nella scuola primaria? Come docente e musicista sono dell’opinione che si possano seguire queste semplici indicazioni:

  • Ascoltiamo. L’ascolto permette a ciascun bambino di sperimentare emozioni differenti: allegria, gioia, ma anche rabbia o paura.
  • Scegliamo attentamente i brani. Devono essere brevi, avere un impianto melodico preciso e d’immediato impatto.
  • Utilizziamo il movimento e il nostro corpo. Mediante la body percussion, la percussione del corpo, si hanno tantissime possibilità di creare suoni: battere le mani, battere i piedi, schioccare le dita, battere le mani sul petto, sulle gambe o sulle diverse parti del corpo. Così facendo si sviluppano la coordinazione motoria, l’attenzione e la conoscenza del proprio corpo.
  • Suoniamo. Si potrebbero costruire strumenti con materiale riciclabile o utilizzare lo strumentario Orff, costituito da strumenti ritmici (tamburo, tamburelli, legnetti, triangolo) e melodici (metallofoni e xilofoni).
  • Cantiamo. La voce è un ottimo strumento comunicativo. Cantare rafforza l’apprendimento della lettura (i bambini spesso imparano a leggere le sillabe cantando). Inoltre, cantare in gruppo favorisce unione e integrazione, permette di migliorare l’umore e l’attenzione, la concentrazione e la memorizzazione.



Il maestro Ezio Bosso, pianista e direttore d’orchestra, suggerisce: “Bisognerebbe portare i bambini ad ascoltare la musica. Lasciare che lo stupore s'impossessi di loro. Questa, secondo me, è la vera magia”.
A questo consiglio mi sento di aggiungerne un altro, scaturito dalla mia personale esperienza. Per insegnare ai bambini ad amare la bellezza divertiamoci e giochiamo con la musica! Essa è vita, passione, emozione, energia pura, armonia, libertà.

Docente di scuola primaria

                                                                        
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