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Il sangue dall'orecchio potrebbe essere grave e segnalare il peggio. Vediamo perché.

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 27 Gennaio 2019
Tags: uditosanguetumorecottonfioc
Con il termine otorragìa si indica la fuoriuscita di sangue dal condotto uditivo; tale condizione può essere determinata da patologie lievi e che guariscono spontaneamente, quanto da condizioni più serie che possono rappresentare un pericolo per la vita. Solitamente si tratta della conseguenza di un’infezione acuta o cronica dell’orecchio, ma potrebbe essere anche sintomo di un colesteatoma (tumore del condotto uditivo), oppure di fattori post traumatici, che variano dal semplice uso improprio dei cottonfioc, a traumi da caduta, barotraumi, o traumi cranici da incidente.

La perdita di sangue dall’orecchio è generalmente monolaterale e la sintomatologia associata ad essa comprende dolori auricolari, febbre, prurito, ipoacusia (permanente o temporanea) e la possibilità di vertigini e acufeni.

In alcuni casi l’otorragìa può essere accompagnata anche dalla fuoriuscita di pus. Questa condizione è maggiormente legata alle patologie infettive dell’orecchio.
La perforazione timpanica che ne deriva in queste situazioni può ripristinarsi autonomamente in poche settimane, laddove le dimensioni della lesione siano contenute, per cui è possibile una cicatrizzazione della membrana. Diversamente laddove ciò non si verifichi in modo naturale, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico di ricostruzione del timpano, sempre dopo aver rimosso la causa che ha determinato il sanguinamento.
Se l’otorragìa è di lieve entità  e causata da traumi leggeri, quale potrebbe essere l’uso errato del cottonfioc, è necessario, nell’immediato, tamponare l’orecchio con un fazzoletto (questo dovrebbe arrestare il sanguinamento).



Ovviamente, il passo successivo è la consultazione del medico.
In situazioni più complesse e gravi, tipo il trauma cranico, è fondamentale chiamare i soccorsi e, nel frattempo, non tamponare l’orecchio nel tentativo di bloccare l’emorragia, onde evitare un aumento della pressione intracranica. Sono da evitare anche movimenti bruschi della testa che potrebbero alterare le condizioni dell’infortunato.

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