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IL MOMENTO GIUSTO

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 4 Settembre 2018
Tags: attenderedissiparedesideriovolontà
Ci sono tante cose che reputiamo brutte di noi stessi, specialmente per chi ha una personalità molto analitica e critica. Se ci osservassimo attentamente, la lista dei difetti aumenterebbe a dismisura.
Ma cosa sono i difetti? Sulla base di cosa reputiamo difetti e pregi?
Spesso prendiamo come esempio un modello, oppure prendiamo come riferimento gli insegnamenti culturali o religiosi. Ad ogni modo, tutti questi riferimenti, non sono altro che situazioni esteriori!
Per valutare in maniera saggia pregi e difetti, occorre porre l'attenzione sul nostro livello di serenità.
Se ciò che per noi, o per la comunità, è un difetto, ma ci arreca serenità, allora non è propriamente un difetto. Alcuni difetti sono solo dei paracadute, delle conseguenze di ferite interiori. Per alcuni la rabbia è un difetto, per altri un sano sfogo, ma ciò che conta è come ci fa sentire quel difetto. Mi sento umiliato o mi sento sereno? Sono fiero e in pace con me stesso, o vorrei essere diverso?
Tutti vorremmo essere migliori di ciò che siamo, ma non tutti possiedono gli strumenti a portata di mano. Esiste un giusto tempo per ogni cosa: esiste il tempo giusto per smettere qualcosa di dannoso, come esiste il tempo giusto per iniziare qualcosa di proficuo.
Se un soggetto possiede il desiderio di migliorare, allora è meglio che rinunci a tale desiderio.
Il desiderio è come un neonato capriccioso che non sa provvedere a se stesso, ma che richiede la presenza di un genitore (la volontà).

Chi agisce per Desiderio è come un neonato incosciente. Chi inizia un percorso di miglioramento con il desiderio di migliorare, andrà incontro alla delusione, perché il desiderio si dissipa in breve tempo.


Se un soggetto possiede la volontà di migliorare, allora è più propenso al miglioramento.
Tuttavia, chi possiede solo la volontà, rischia di trasformare se stesso in un martire o in uno schiavo della propria mente. La volontà è come un uomo forte, ma senza cuore che rischia di vivere una vita di lotte e guerre contro i propri nemici o contro se stesso.
Chi inizia un percorso di miglioramento con la volontà di migliorare, andrà incontro all'infelicità e allo sfinimento, perché la volontà è come una fiamma che brucia ogni cosa, anche ciò che è buono.
Allora come fare per migliorarsi?
Occorre aspettare il momento giusto. C'è un giorno in cui nasce, in noi, un pensiero che si trasforma in una parola che poi diventa una necessità e che poi diventa un'azione.                    
Da azione diviene abitudine e da abitudine diventa una ragione di vita. Tutto questo parte dal profondo del nostro Essere, come una sorta di intuizione, di esigenza spirituale o di Missione.
Se questo non avviene, è inutile tentare di smettere in una occupazione ritenuta negativa.
Inutile usare il desiderio o la volontà!
Sarebbe meglio mitigare, piuttosto che eliminare tale occupazione, almeno fino a quando non nascerà quel pensiero che poi si evolverà, infine, in ragione di vita.

Desiderio e Volontà sono strumenti che vanno usati attentamente.

Per un buon equilibrio, Intuito (anima – coscienza), Volontà (intelletto – mente) e Desiderio (corpo), devono coesistere insieme senza che uno predomini sull'altro.
Questo Trio è come una famiglia: l'intuito è la madre saggia ed empatica, la volontà è il padre forte e inamovibile, mentre il desiderio è il bimbo innocente, incosciente, curioso e bisognoso (per non dire lagnoso).                                                                                       
In conclusione: è inutile attribuirsi delle colpe per non essere come si vorrebbe. Le arance, le mele o le pesche, aspettano tutti il momento giusto per nascere, per maturare e per staccarsi dall'albero, nessuna di loro si colpevolizza di non essere ancora caduta dall'albero e nessuna di loro ha fretta!

- maestro di arti marziali energetiche              
                                                                                           
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