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GLI ANIMALI DEL PRESEPE, TESTIMONI FEDELI DELLA NASCITA DEL SALVATORE

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“Mi chiamo Liam, di animo altruista e protettivo, socievole e generoso. Questo il nome che i miei genitori scelsero per me alla mia nascita, onorando le più antiche tradizioni appartenenti alle tradizioni degli asini. Sì, sono un asino, anzi l’asino del presepe. Mi piace la compagnia, dialogare con tutti gli animali della fattoria, con gli umani... un giorno, eravamo al tempo di Erode, brucavo l’erba con gusto e spensieratezza, quando mi venne incontro una coppia di viandanti un po’ affaticati, diretti a Betlemme. La donna, Maria, aveva un grande pancione ed io sentivo che lì dentro si muoveva una nuova creatura. L’uomo, Giuseppe, mi chiese con gentilezza di aiutarli nella loro impresa. Dovevano cercare un posto sicuro dove far nascere il bimbo. Ho sempre collaborato con gli uomini, ho lavorato con loro nei campi, li ho condotti su sentieri impervi e pericolosi, mi piace dare sollievo a chi è affaticato, Giuseppe poi fu così paziente con me… spiegò che Maria stava per dare alla luce un figlio tanto atteso e desiderato, che le loro energie erano ormai al limite, così ho capito la solennità del momento e ho offerto il mio dorso a Maria che portava dentro di sé un tesoro prezioso. Abbiamo camminato in silenzio per ore, fino a quando Giuseppe, che ci precedeva di qualche passo, mi fece un cenno… aveva trovato un rifugio, un luogo appartato con una mangiatoia. Si vedeva che era un posto frequentato da animali. Entrammo e lui porse il suo braccio per sostenere Maria, l’aiutò ad adagiarsi su un letto improvvisato fatto di foglie e di fieno, era esausta ma aveva negli occhi un lampo di speranza fiduciosa. Non ci volle molto per capire che in quel rifugio c’era una presenza calda, un respiro lento, profondo… era Noah, quiete che ristora, allevia, consola… questo il significato del nome del bue che si presentò a noi tranquillo, discreto, sembrava che ci aspettasse da sempre”.
“Sono Noah, sì hai ragione fratello Liam, quella notte mi fermai nella stalla più del solito, quando…tu lo sai che ho una visione quadrangolare… rilevai degli strani movimenti, ma, invece, di spaventarmi, come accade di solito quando percepisco dei sussulti,rimasi lì in attesa, fermo e tranquillo, nonostante non fossi in compagnia dei miei compagni di mandria a rassicurarmi e a farmi da scudo con la loro vicinanza. Avevo trascorso una giornata serena a pascolare in compagnia dei miei amici e familiari, spostandoci serafici tra il pascolo e l’abbeveratoio… mai avrei immaginato che quel giorno si sarebbe concluso in maniera così inaspettata. Quando ho visto Giuseppe e Maria così silenziosi, mansueti, che si sussurravano parole dolci e di incoraggiamento, scoprii che non tutti gli uomini urlano con grida stridule di rabbia come mi raccontano i fratelli bovini che vivono negli allevamenti intensivi… non è tanto il volume della loro voce a spaventarci, quanto la rabbia che esprime… Giuseppe e Maria NO! Loro erano così assorti, silenziosi e rispettosi che mi venne voglia di superare ogni indugio e di avvicinarmi a loro, di riscaldarli con il mio fiato e il calore del mio corpo. Sai ,fratello asino, credo proprio di essere entrato in sintonia con loro, ho percepito le loro emozioni… erano stanchi, trepidanti, ma custodivano un’aspettativa gioiosa, da cui anche io sono stato contagiato, pur non conoscendone il motivo. Allo stesso tempo la mia vicinanza li ha calmati, ristorati, ha dato loro conforto. Non pensavo affatto che si potesse entrare così in empatia, in comunione con degli esseri umani".
“Permesso? Ciao fratelli, che succede qui dentro? Sì lo so, Pako il pastore maremmano mi sta richiamando per tornare all’ovile con le altre sorelle… ma non resisto alla curiosità…        
Sono la pecorella Susanna, dal greco ‘giglio’ che deriva dall’egiziano ‘Shoshan’, ‘fiore di loto’… beh lo ammetto, sono un po’ vanitosa, però, più che un fiore di loto, mi sento una pratolina… a proposito… che buon profumo c’è in questo rifugio, profumo di erba fresca e di pane buono. Giuseppe, Maria? Posso entrare? ho sentito pronunciare i vostri nomi da alcuni pastori,non vi farò domande,ma mentre riposate vi racconto la mia storia,la nostra storia di pecore. Pratoline a parte, noi pecore siamo state tra le prime specie animali a subire il processo di addomesticamento, a partire dal periodo del neolitico, quando l’uomo si trasformò da cacciatore ad allevatore. Ci spostiamo sempre in gruppo seguendo una saggia pecora anziana. Durante la stagione delle nascite degli agnelli, ci stringiamo le une alle altre per proteggere gli agnelli dai predatori. Anche quando fa molto freddo o molto caldo,siamo tutte vicine per evitare la dispersione di calore in condizioni di basse temperature, ma anche per creare un riparo in zone prive di alberi in caso di pioggia. Funzioniamo come un unico organismo. Il nostro motto è ‘l’unione fa la forza!’. Cosa dici Giuseppe? Ah sì, lo ricordo anche io! E’ una storia che raccontiamo ai nostri agnellini la sera quando, stretti gli uni agli altri, ci predisponiamo al sonno facendo memoria delle cose belle della vita riportate nelle Sacre Scritture…


’il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comperato ed allevato; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno, era per lui come una figlia’ 2 Sam12,3.


Devo ringraziarvi Maria, Giuseppe, vi sono grata per tutte le volte che l’uomo si prende cura di noi amorevolmente, il vostro silenzio è così soave, accogliente, permette a ciascuno di raccontarci e mettere in comune le nostre vite. Maria… hai un sussulto… io conosco bene cosa ti sta accadendo, non preoccuparti, lascia fare alla vita che custodisci, lascia fare alla vita che stai donando al mondo... Eccolo! Il Figlio della terra e del cielo, il dono di Dio per noi, Colui che riconduce tutte le creature viventi nel cuore palpitante del Creatore”.


- Logopedista- Equipe di Pet-therapy- Operatrice di Terapia e Attività Assistite

Continuate a seguire “Pet-therapy e Sociale" . La comunicazione che va “oltre”...



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