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GENITORI, smettetela di DIFENDERE i vostri FIGLI contro i DOCENTI!

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Pubblicato da Ins. Mariella Tursi in DIDATTICA E DINTORNI · 3 Dicembre 2019
Tags: scuoladocentigenitoriviolenza
Mi scuserete se urterò la suscettibilità di qualcuno, ma oggi sento la necessità di affrontare una situazione che in realtà non credo sia poi così sporadica, ossia il delicato rapporto scuola-famiglia. Sono reduce da un periodo scolastico piuttosto “caldo” che mi ha fatto riflettere sul clima poco collaborativo che la scuola italiana sta vivendo. Secondo il Global Teacher Status Index 2018  lItalia si posiziona al 33esimo posto su 35 per RISPETTO nei confronti degli insegnanti. Le persone intervistate sono state ben 35 mila comprese tra i 16 e i 65 anni, quindi sono sicuramente coinvolti anche studenti, famiglie e insegnanti. L’autonomia scolastica ha trasformato le famiglie in clienti da non scontentare e da ascoltare sempre per non correre il rischio di perdere iscritti. Negli ultimi anni, ho osservato da parte dei genitori, una crescente e diffusa tendenza all’iperprotezione nei confronti dei figli diventando, in alcuni casi, il loro avvocato difensore.
Di qui, i frequenti tentativi di interferire con le attività didattiche, come se queste dovessero necessariamente soddisfare gusti e richieste dei genitori ‘clienti’. Ci sono genitori che pretendono di valutare, giudicare e, anche, correggere gli insegnanti. E spesso, cosa a mio avviso grave, questo avviene davanti ai propri figli.



Scusate la provocazione, ma quando ci rivolgiamo ad un medico gli diamo consigli o suggeriamo diagnosi? Non credo! A ciascuno il proprio mestiere, ai docenti l’insegnamento!
Occorre rispettare i ruoli specifici di ciascuno, anche per non perdere il senso del significato dell’autorità e delle regole, ricordandoci che i ragazzi possono crescere bene solo in presenza di una efficace collaborazione scuola-famiglia.

Chiarisco che non è mia intenzione puntare il dito esclusivamente contro le famiglie. Devo, purtroppo, ammettere che spesso accanto a moltissimi docenti empatici e competenti se ne trovano altri che, pur avendo buone competenze didattiche, sono piuttosto impreparati dal punto di vista relazionale.

Questo accade anche perché il nostro sistema di reclutamento si basa ancora solo sull’accertamento di conoscenze strettamente disciplinari e competenze “vagamente” didattiche. Il mondo scolastico necessita di una riformulazione urgente richiesta a gran voce dagli insegnanti che da alcuni anni si trovano a dover gestire una relazione divenuta sempre più complessa. A me sembra però di combattere contro i mulini a vento, dal momento che la voce di chi il mondo della scuola lo vive quotidianamente rimane inascoltata soprattutto dai vari governi che negli ultimi anni hanno “lavorato” per declassare, umiliare e sfiduciare la professione di insegnante. Rimane quindi la necessità di rinforzare il valore sociale dei docenti e sostenerli in un compito che è a dir poco arduo al fine di ricreare un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, basata sulla stima e la fiducia reciproca.

Docente di Scuola Primaria

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