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FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI. SVOLTA EPOCALE O INUTILE ADEMPIMENTO?

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Così come previsto dall'art. 1, comma 909 e seguenti, legge 205/2017 ed alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di autorizzazione UE, a partire dal 1 gennaio 2019, entrerà in vigore l'obbligo della fatturazione elettronica tra privati residenti in Italia. Saranno esonerati dall'emissione della fattura elettronica solo i contribuenti aderenti al regime forfettario, al regime di vantaggio ed a quello speciale degli agricoltori. Attraverso il nuovo sistema SDI (Sistema di Interscambio dell'Agenzia delle Entrate), ora già utilizzato per la fatturazione verso la Pubblica Amministrazione, acquisendo in tempo reale le informazioni contenute nelle fatture emesse e ricevute dagli operatori economici e, controllando immediatamente ed automaticamente iva dichiarata ed effettivamente pagata sulle fatture emesse e ricevute, il meccanismo digitale contribuirebbe alla realizzazione di una maggior trasparenza fiscale, un aumento dei pagamenti elettronici e, di conseguenza,  un aumento degli adempimenti spontanei dei contribuenti, anche a supporto della lotta all'evasione fiscale. Dalla parte di imprese e professionisti, l'integrazione e la dematerializzazione del ciclo delle fatture apporterebbe vantaggi consistenti, in termini di costi, accuratezza e tempestività, che ripagherebbero ampiamente gli investimenti, in termine di innovazione e digitalizzazione, necessari per conseguirli. Per molte aziende, inoltre, l'obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati sarà solo il primo passo verso la piena digitalizzazione dei processi produttivi e amministrativi e la conseguente ottimizzazione ed efficientamento dei processi aziendali.

Stando all'analisi e alle ricerche condotte dall'Osservatorio Fatturazione elettronica & e-commerce b2b del Politecnico di Milano, per esempio, saranno proprio le piccole e medie imprese del nostro Paese a godere dei maggiori vantaggi dell'introduzione della fattura elettronica.

Non solo in termini economici (si prevede che ci sia un risparmio medio di circa 2,5 euro per ogni fattura emessa in formato digitale rispetto a quello cartaceo), ma anche e soprattutto in termini tecnologici e digitali.

Le PMI italiane, inoltre, avrebbero un vantaggio competitivo rispetto alle dirette concorrenti europee, che affronteranno questo passaggio solo tra qualche anno. Ma, come ogni cambiamento ci sono anche posizioni contrarie. Le ragioni dei no sono molteplici: aumento della burocrazia, aumento dei costi e dei rischi informatici, nessun vantaggio reale in termini di lotta all'evasione fiscale. Secondo tanti contribuenti, produrrà solamente un po' più di rigidità, più burocrazia è più costi. I piccoli imprenditori, professionisti e piccole aziende subiranno costi non proporzionati alla propria attività e sarà vissuto come l'ennesima vessazione del fisco. Dunque, il passaggio al sistema di fatturazione elettronica rappresenterà un passaggio epocale, almeno dal punto di vista digitale, visto che ad oggi, l'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) del nostro Paese ci colloca in Europa al venticinquesimo posto, prima solo di Grecia, Bulgaria e  Romania. Per quanto concerne le modalità operative di emissione, ricezione e conservazione informatica delle fatture è necessario rivolgersi al proprio consulente oppure consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate.

- Commercialista                                               
Per saperne di più chiedi al commercialista di "Informative Fiscali" Per non rimanere impreparati di fronte alle possibilità...
 
 
 
     



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