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FACCIAMO PREVENZIONE: L’IMPORTANZA DELLO SCREENING VISIVO IN ETÀ PRESCOLARE

Città dell'Infanzia
Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE ·
Tags: prevenzionescreeningvistapatologie
Nelle giornate del 20-21-22 marzo 2018 sono stati effettuati, presso alcune scuole dell’infanzia della mia città, screening visivi su 222 bimbi in età prescolare. Di questi, 63 esami sono risultati positivi, con indicazione ai genitori, pervenuta nei giorni a seguire, ad effettuare una visita oculistica entro breve termine o entro sei mesi. Tale iniziativa, già da me proficuamente svolta nel 2015 e nel 2016 in collaborazione con Città dell’Infanzia, con il supporto della Dott.ssa Serena Gisotti, è stata ripetuta a marzo con il contributo dei colleghi medici Lions/Croce Bianca/Città dell’infanzia e con il supporto del presidente Croce Bianca.
Come da Indicazioni dal PNLG (Piano Nazionale Linee Guida, Istituto Superiore della Sanità): “Lo screening della vista per ambliopia e strabismo è raccomandato in tutti i bambini una volta prima dell'inizio della scuola, preferibilmente tra i 3 e i 4 anni di età…”.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di screening?


Lo screening è un intervento sanitario che mira a mettere in evidenza la presenza di una eventuale patologia nelle sue fasi iniziali. A differenza dei test medici eseguiti nella pratica diagnostico-clinica generale, le procedure dello screening prevedono che gli esami medici siano eseguiti a tappeto su tutta la popolazione in oggetto che, per definizione, non ha alcun sintomo, né segno clinico di malattia, dunque nel nostro caso non saranno oggetto di screening quei soggetti già seguiti per patologie oculari.
Lo scopo degli screening, utilizzati già in Italia per diverse patologie, come ad esempio la ricerca del s.o.f. (sangue occulto nelle feci) utilizzato per la diagnosi precoce del carcinoma del Colon, è quello di identificare le malattie presenti in una comunità in una fase precoce, permettendo così di giungere ad interventi terapeutici tempestivi, in modo di ridurre la mortalità e/o i disturbi legati alla malattia o gli effetti dannosi dei trattamenti somministrati in una fase di malattia avanzata.



Le attrezzature mediche impiegate nei test di screening sono abitualmente diverse da quelle impiegate nei comuni test diagnostici; nel fatto che i test di screening vengono usati soltanto per indicare la possibilità o probabilità di avere una malattia, una condizione lievemente patologica oppure una predisposizione; mentre l'equipaggiamento medico standard viene usato per fare misure quantitative fisiologiche accurate che si impiegano per determinare in modo più preciso l'efficacia dei trattamenti oppure il progresso della malattia o condizione.
Come qualsiasi test medico, i test usati nello screening non sono infallibili. I test possono risultare positivi in pazienti che non hanno la malattia (falsi positivi), oppure possono "mancare" la diagnosi in persone che davvero hanno la malattia (falsi negativi). Dunque, nel nostro caso, è comunque imprescindibile la visita oculistica in gocce, effettuata dal Medico Oculista, che va tassativamente effettuata tra i 5 e i 6 anni di età, anche in presenza di screening negativo, ossia “normale”.
Dunque, concludendo, lo screening oculistico in età pediatrica pre-scolare riveste oggigiorno notevole importanza permettendo di evidenziare patologie altrimenti misconosciute, in rapporto all'età dei piccoli pazienti.
Un intervento terapeutico precoce, nella cura di parecchie affezioni oculari, permette di evitare che l'eventuale patologia in atto possa provocare danni irreversibili sulla funzionalità visiva binoculare del piccolo con gravi conseguenza sul suo futuro sociale e lavorativo.

- Medico Chirurgo Oculista, perfezionato in Oftalmologia Pediatrica, perfezionando in Neuroftalmologia
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