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ESPLORA il MONDO, LEGGI un LIBRO e apriti alle EMOZIONI!

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Pubblicato da in MUSICA E TEATRO · 23 Marzo 2019
Tags: teatromusicaraccontilibri
Immagine copertina dal film "La Leggenda del Pianista sull'Oceano" 1998

Cari lettori, oggi vi voglio consigliare una lettura teatrale che teatrale proprio non è. Si tratta di un monologo di autore contemporaneo, ha venduto più di un milione di copie, e come sottolinea l’autore stesso in prefazione, l’opera in questione è “un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce”... “Novecento”, di Alessandro Baricco. Senza incorrere nel pericolo di un giudizio-pregiudizio, chi possiede una bella libreria e ama leggere, potrebbe possederne una copia, ma difficilmente tra gli scaffali di quella stessa libreria potremmo trovare, che so: “Mistero Buffo” di Dario Fo o le “Beatrici” di Stefano Benni, se, diversamente, non si è amanti del teatro o tenaci sostenitori di questo genere di letture. Anche solo Pirandello o Shakespeare, parlo della letteratura teatrale (e citare questi due giganti sarebbe già tanto), potrebbe essere un ottimo inizio per parlare di opere teatrali e per avviarcisi alla loro lettura, insomma testi da leggere al pari di tanti altri.

Ma il Teatro è nato per essere visto e ascoltato più che letto, in quanto la sua narrazione è altro rispetto ad un testo.

Pur essendo riconosciuto come opera letteraria, questo racconto speciale attende - per quanto possa vivere benissimo tra le pagine di un libro - di essere raccontato su un palco da persone altrettanto speciali, un po’ giullari e un po’ narratori della vita: gli attori. Proviamo per un attimo a leggere le prime pagine di un copione: a un tratto, davanti ai nostri occhi si disvela un mondo fatto di immaginazione, di spazio, di tempo dove, più che in un qualsiasi altro testo, i personaggi si animano, ci parlano, si siedono accanto a noi, ci stupiscono e dove suoni, musica, rumori, pur non essendoci, sono così forti, prepotenti, vivi, tanto da essere ascoltati, quasi come se fossero lì. Un testo teatrale è letteratura, ma la sua drammaturgia potrebbe aprire altri mondi e altri spazi. Un testo teatrale è duttile, elastico, aperto, può essere fatto a pezzi, sezionato, squarciato, vi si possono sovrapporre mille linguaggi diversi, ma uniti da un solo e unico intreccio: l’affabulazione. “Novecento” di Baricco è la dimostrazione che anche un’opera teatrale può avere un posto dignitoso sugli scaffali di una libreria (dignitoso perché, a farci caso, potrai accorgerti che anche su quelli, delle più accreditate, non esiste nemmeno la sezione “Teatro”, trovandoti a scovare quel testo oppure quell’altro su scaffali sbagliati, libri adagiati lì, solo per scorgerviun posto o per sentirsi meno soli). Il testo di Baricco, invece, (la sorte ha voluto premiarlo), non corre questo pericolo: lo
possiamo trovare nella sezione “Narrativa”, là in bella vista, troneggiare, pur trattandosi di un monologo teatrale, e pur avendo specificato il suo autore, in prefazione, di essere venuto alla luce per morire su un palco dietro un sipario. E su quel palco ritroviamo dietro le quinte un uomo, un solopersonaggio, una storia “che vale la pena di essere raccontata e per la quale non si potrebbe dire che una persona sia completamente fregata”, come lo stesso Tornatore ripete nel suo spettacolare “La leggenda del pianista sull’oceano”, omonima versione in pura celluloide del gemelloteatrale.

Ma attenzione: il cinema è una cosa, il teatro un’altra, il racconto un’altra ancora. Imparagonabili. Tre codici diversi, completamente diversi.

Non aspettiamo di vedere sul palco allestimenti, comparse, centinaia di attori, sfondi, ascoltare epocali colonne sonore. L’emozione a teatro è un qualcosa che scorre nelle viscere, è un filo sottile che lega il racconto e chi lo interpreta al suo spettatore, è un colloquio intimo, proprio lo stesso colloquio che fa Novecento della sua vita, dall’inizio alla fine.



È un segreto che l’autore ha scelto di svelare, è magia che si fa corpo, lì, proprio in quell’istante, direttamente sotto i nostri occhi e che può anche essere toccata con mano. È il segreto di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, un personaggio straordinario che si ritrova sui gradini della sua vita in bilico tra la stessa e il mondo che gli si para dinanzi, un po’come il suo libro, in bilico. E non aspettatevi altro dal testo di essere divorato con gli occhi, con la bocca, sulla pelle perché le parole, quei caratteri neri stampati sulla carta, possano risvegliare in voi un mondo di emozioni, sentirle correre dentro, come il sangue scorre nelle vene perché rumori, suoni, luci, spazio e tempo possano materializzarsi nei ricordi della vostra immaginazione. Non vado oltre. Leggetelo questo straordinario pezzo di vita partorito dalla mente del suo autore e ritroverete un po’ del Novecento in ognuno di voi. Buona lettura.

Insegnante, attrice teatrale

                                                                                    
Continuate a seguire
Un sipario che si apre sulla vita…



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