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Disturbo di Attenzione e Iperattività? Ecco i trucchi a CASA e SCUOLA.

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in APPRENDIMENTO · 2 Febbraio 2019
Tags: adhdiperattivitàstrategiescuola
Il trattamento del Disturbo di Attenzione e Iperattività va indirizzato simultaneamente verso tutte le aree che risultano essere compromesse e riguardare, pertanto, le varie dimensioni implicate nel disturbo (cognitiva, emotivo-affettiva, comportamentale, relazionale).
Di frequente i genitori che possiedono poche strategie di gestione del comportamento del figlio, fraintendono i comportamenti del bambino, hanno nei loro confronti aspettative negative e valutano i comportamenti problematici come intenzionali. A ciò si aggiunge la frustrazione con cui vivono la sensazione di perdita di controllo del ruolo del genitoriale.

Per tale ragione, uno degli scopi prioritari dell’intervento è quello di modificare la rappresentazione mentale che hanno del bambino, aiutandoli a focalizzarsi sui propri sentimenti, atteggiamenti e risposte comportamentali.

Ci sono una serie di comportamenti che insegnanti e genitori devono mettere in atto per aiutare il bambino nel miglioramento, chiaramente associando ad essi una terapia specifica effettuata da uno specialista.



Per contenere l’iperattività:
     
    • dare compiti che permettano il movimento controllato;
    • a scuola permettere di stare in piedi vicino al posto;
    • dare il permesso di svolgere alcune attività come premio in caso di successo;
    • usare metodi che incoraggino la risposta attiva;
    • insegnare a formulare domande pertinenti;

Per contenere l’impulsività:

    • incoraggiare a terminare i compiti partendo dalle parti più semplici e richiedendo aiuto per quelle più complesse;
    • insegnare a riconoscere i turni di conversazione, in maniera da evitare le continue interruzioni.

Per evitare la disorganizzazione:

    • insegnare a creare liste, diari, appunti che aiutano ad organizzare il lavoro;
    • creare abitudini che riguardano l’ordine delle cose (libri, giochi, oggetti personali sempre nella stessa posizione);
    • dividere i compiti assegnati in sotto-attività (“di cosa ho bisogno, cosa devo fare per primo” e così via …);

Per migliorare l’autostima:
           
    • riconoscere tutti i miglioramenti e i successi raggiunti;
    • evidenziare i successi, minimizzando gli errori;
    • cercare insieme una strategia da adottare per migliorare i lati negativi.
     

Logopedista

Per comprendere oltre le parole
     



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