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CON L’ANTIBIOTICO LA MALATTIA PASSA PIÙ VELOCEMENTE? LA LINEA SOTTILE TRA USO, CATTIVO USO E ABUSO.

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Pubblicato da in SALUTE E BENESSERE · 21 Novembre 2018
Tags: antibioticibatteribambinigenitori
Cari lettori, in questo articolo tratterò un argomento spesso affrontato, ovvero quello che riguarda l’uso degli antibiotici. Solo per ricordare di cosa parleremo, definiamo cos’è un antibiotico: una sostanza chimica, prodotta da varie specie di microrganismi (quali muffe e batteri) o ottenuta per sintesi, in grado di bloccare la crescita dei principali germi patogeni (a. batteriostatico) o di distruggerli (a. battericida ), usata in campo medico per la cura delle malattie infettive. È trascorsa la settimana mondiale degli antibiotici (World Antibiotic Awareness Week-Word Health Organization) promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per sensibilizzare la popolazione sul corretto uso degli antibiotici e sui rischi connessi al fenomeno dell’antibiotico resistenza.                                        
Il giorno 18 novembre, in coincidenza con la conclusione della settimana mondiale, si è celebrata, invece, la giornata europea sulla consapevolezza degli antibiotici promossa dal centro europeo per la prevenzione e il controllo delle infezioni (ECDC). La preoccupazione è di carattere globale. Se non saranno intensificati gli sforzi per arginare la diffusione della resistenza agli antibiotici, anche piccole ferite procurate in cucina potrebbero diventare potenzialmente letali.

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza deriva da un uso smodato degli antibiotici che può sfociare nell’abuso.

Per questo motivo nell’ultimo Congresso Nazionale Pediatrico, tenuto dalla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) è nata la campagna “I consigli di Mio, Mia e Meoper educare i genitori e i bambini all’uso corretto degli antibiotici. I Microorganismi che vivono con noi sia sulla superficie del corpo che all’interno, definiti buoni e che definiamo microbioma (che se sono in equilibrio, ci mantengono in salute) stanno scomparendo. Tra le ragioni di questo disastro vi è l’abuso degli antibiotici.
Avere degli antibiotici efficaci è vitale per la medicina moderna.
Il nostro corpo è composto all’incirca da 30.000 miliardi di cellule umane, ma ospita più di centomila miliardi di cellule batteriche e fungine, i microbi benefici che si sono coevoluti insieme alla nostra specie. Risiedono in ogni centimetro della nostra pelle, della bocca, del naso e delle orecchie, nell’esofago, nello stomaco e soprattutto nell’intestino e formano la base del microbioma umano.

L’uso di antibiotici ha proporzioni enormi crescendo di anno in anno e la fascia della popolazione che ne consuma di più è quella dei bambini.


In questo periodo le infezioni delle vie aeree superiori sono fortemente presenti, ma meno del 20% di queste è causato da batteri. Ecco quello che accade a un bambino quando gli somministriamo un antibiotico per curare un’infezione, come ad esempio l’amoxicillina (un derivato della penicillina) comunemente prescritto a molti bambini: quando viene ingerita, è immediatamente assorbita dall’intestino ed entra nel flusso sanguigno, attraverso il quale raggiunge tutti gli organi e i tessuti, compreso lo stomaco, i polmoni, la gola, la pelle, le orecchie e, nelle ragazze, la vagina, distruggendo, man mano, tutta la vita batterica che incontra. Gli antibiotici cosiddetti a largo spettro, quali l’amoxicillina, sono “killer” particolarmente scrupolosi. L’antibiotico elimina tutti i batteri sensibili in tutto il corpo, così come i batteri patogeni che di solito sono concentrati in una sola area ristretta.

È come fare un bombardamento a tappeto quando ci vorrebbe la precisione di un laser!

Di conseguenza possono presentarsi  problemi seri: quando le specie sensibili diminuiscono o scompaiono, le popolazioni di batteri resistenti cominciano a espandersi. La resistenza può svilupparsi poco alla volta, o molto velocemente. Il fatto che i genitori non siano consapevoli, o non si preoccupino molto dell’aumento generale della resistenza agli antibiotici, costituisce in sé un problema. Se prendiamo come esempio le otiti, esistono delle linee guida che ci indicano quando usarli, ma molti genitori preferiscono usarli per una loro tranquillità personale e non si convincono facilmente in seguito al colloquio fatto dal pediatra. Per un medico sarebbe molto più semplice scrivere una prescrizione per chiunque entri nello studio con il naso che cola, il mal di gola o i timpani infiammati. Esaminare con attenzione un bambino, discutere con il genitore sul perché sia meglio aspettare prima di somministrare l’antibiotico, rispondere alle domande, spiegare i segnali di pericolo e di dire “mi chiami domani mattina se la situazione non migliora”, anche se comporta più tempo, è quello che sarebbe auspicabile fare e che molti medici fortunatamente già fanno, per educare i genitori a non credere che con l’antibiotico la malattia passi più celermente.

                                                                                           
Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" . La salute NON può essere un’opzione.
 
 
 
   
 
 
   
 
 
   
 
 
     



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