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Ciò che IGNORI cresce nell’OMBRA e ti divora senza pietà: solo la CONOSCENZA ti salverà!

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in PENSIERI E PAROLE · 27 Novembre 2019
Tags: conoscenzaignoranzaottusità
Dal Libro Nero – Capitolo 2

Il brano che segue è un dialogo interiore dell’autore. Chi parla è l’osservatore sempre sveglio che è in noi e che ognuno percepisce in modo diverso. Il “Noi” (a volte è usata anche la prima persona) è riferito a questo osservatore ed è al plurale perché è costituito da infinite prospettive di visione. Il “Tu” usato è riferito a chi sta cercando in questa vita un modo per “Svegliarsi” e per “Liberarsi” da tante condizioni aggiunte. Il “Voi” è riferito a tutti, indistintamente, sia chi è in cammino verso la consapevolezza e sia chi si è un attimino fermato. Sono stati aggiunti dei commenti sotto i discorsi diretti, per facilitare l’interpretazione del testo, tuttavia esistono diversi livelli di lettura.
Il Viaggio dimensionale iniziato con la consapevolezza della condizione di schiavitù del corpo, prosegue nella sua seconda parte…
“Ti senti solo, quindi provi a parlare con altri dannati attraverso la fessura. Alcuni ti risponderanno, altri non ti sentiranno neppure perché sono tremendamente distratti.”
Nella vita ci capita di sentirci soli, anche se siamo circondati da altre persone. Il mondo fisico è una prigione (o una palestra) per l’anima e gli occhi sono il modo che questa ha di sperimentare la realtà, seppure in modo limitato. Cerchiamo il contatto tra occhi e anime, ma spesso gli sguardi sono assenti e rivolti verso problemi e affanni vari e per questo ci sembra di essere soli, anche se siamo in compagnia.
“Puoi anche decidere di creare un nuovo dannato e farlo alloggiare proprio accanto a te così da non sentirti solo, ma sappi che anche lui soffrirà per colpa tua e del tuo egoismo alimentato dalla paura.”
Questo accade, per esempio, quando mettiamo al mondo un figlio per emancipazione, per solitudine, per sanare un matrimonio e per tanti altri motivi che non hanno nulla a che fare con un sincero amore materno.
“Il guardiano ti incanta, ti fa credere cose non vere, ti fa camminare sul posto dandoti l’illusione che tu ti stia spostando. Diversi dannati sono completamente soggiogati dal proprio guardiano.
Ho visto pochi prigionieri che non si sono fatti confondere e sono rimasti coscienti del proprio dramma.”
Quando si parla di guardiani, si intendono tutti quei processi inconsci che iniziano a dirottare la nostra percezione della realtà portandoci a non vedere e a non sentire. Solo pochi sono in grado di sopravvivere a tutti i vari condizionamenti interiori (i pensieri ricorrenti, le ossessioni, le pulsioni bestiali…) ed esteriori (l’influenza della società, della moda e dei vari sistemi annessi).
“Ho visto prigionieri liberati che sono tornati indietro e hanno preso una nuova cella e un nuovo guardiano, poiché loro hanno creduto ad una esistenza falsa essendo stati confusi dai guardiani.
Ho visto prigionieri liberati che non hanno mai perso di vista il dramma di quella esistenza misera e non sono mai più tornati, ma si sono mescolati con il Nero infinito senza più manifestarsi a voi.”



Alcuni esseri, riescono a fare il primo passo verso la liberazione, ma scoraggiati dalle difficoltà o dai condizionamenti prima discussi, ritornano in cella. Inoltre questa frase può essere anche interpretata sotto l’ottica del concetto di reincarnazione, quando un’anima lascia il corpo, ma essendo ancora attaccata alla materia, decide di ritornare in cella (nel corpo).
Altri invece non si lasciano condizionare e non perdono mai di vista il dolore che l’ignoranza e l’incoscienza, hanno loro causato. Entrano in una dimensione inesplorata ed immensa senza più tornare indietro. Anche in questo caso possiamo fare riferimento al processo di reincarnazione che volge al termine lasciando l’anima libera.
“Ho visto prigionieri talmente colpevoli, chiedere uno sconto di pena che non fu mai concesso. Ho visto prigionieri uccidere la gabbia e il guardiano. Questi dannati sono stati presi dalla squadra di recupero evasi. Fuggire dalla squadra è una follia, la squadra sa sempre dove si nasconde l’evaso. Quando il fuggitivo viene catturato, viene messo in una cella peggiore della precedente e lasciato lì per un tempo ancora più lungo.”
Alcuni si lamentano e pregano con il capo rivolto verso l’alto senza degnarsi di risolvere i problemi con le proprie forze. Ognuno deve fare la propria mossa nel gioco della vita e non ci sono eccezioni nella legge Divina (dell’universo o della natura).
C’è chi comincia a distruggere il proprio corpo con droghe ed altre pratiche poco salubri, ma prima o poi se ne pagherà l’amaro conto, con il risultato di ritrovarsi in un corpo (prigione) ancora più malandato. Se vogliamo fare riferimento al ciclo delle reincarnazioni, risulta chiaro che c’è chi si suicida per liberare la propria anima, ma così facendo viola la Grande Legge e di conseguenza verrà a ritrovarsi in un nuovo corpo ancora più pesante, carico di dolore e tormenti dell’esperienza precedente (generati dall’anima).
“Non c’è alcuna via di fuga, credimi!
Il tuo unico alleato sarà il tempo che farà venire fame al guardiano che divorerà la tua prigione lasciandoti libero.
La cosa più importante è non dimenticare MAI questo dramma… i guardiani ti faranno vedere cose non vere, ti parleranno con falsità e ti ammalieranno costantemente affinché tu dimentichi.”



Non si fugge dalla Grande Legge e il tempo andrà a distruggere tutto ciò che è una zavorra per l’essere. Qui c’è ancora un riferimento al non dimenticare la condizione pietosa a cui ci si condanna ogni volta che ci si discosta dalla verità per seguire forme transitorie di realtà.
“I dannati completamente assorbiti dalle menzogne, ti parleranno come farebbe il tuo guardiano. Faranno di tutto per convincerti che qui stai bene e che questa è la vera esistenza. Se ci crederai per un solo istante, tu tornerai indietro quando sarai liberato.
Non c’è alcuna via di fuga eccetto il ricordo di questo dramma!”
Altri esseri plagiati dai condizionamenti, diventano soldati al servizio del sistema “carcerario” e cercano altri compagni con cui soffrire per non patire da soli. Se ci si lascia condizionare da loro, si faranno passi indietro. L’unico modo per non tornare indietro e ricordare il primo passo e la motivazione che ci ha spinti ad incamminarci verso la liberazione.
“Tu sei ignorante come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria ignoranza una virtù e la esibiscono senza contegno causando danni. Altri si nascondono e chinano il capo. Pochi restano nel silenzio perché non sanno nulla.
Tu sei uno schiavo come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria schiavitù una virtù e se ne vantano mostrando la numerosa mole di catene a cui sono legati. Altri girano la testa e non vogliono vedere le catene. Pochi restano coscienti di queste catene e ne conservano il ricordo anche da liberi.
Tu sei colpevole come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria colpevolezza una virtù e non fanno altro che rendersi sempre più orgogliosi dei propri misfatti. Altri ignorano di essere colpevoli e si credono tanto puri. Pochi guardano il male negli occhi e non dimenticano quello sguardo, poiché è il loro stesso sguardo.
Tu sei debole come tutti gli altri. Alcuni fanno della propria debolezza una virtù e si scagliano su altri deboli schiacciandoli per sentirsi migliori di loro. Altri cercano qualcuno che li sottometta ancor di più di quanto lo siano. Pochi cercano di unire tanti deboli per ottenere forza.
Tu sei destinato a lasciarti tutto alle spalle. Alcuni si aggrappano a tutto quello che hanno o che pensano di avere, rischiando di restare prigionieri per molto più del tempo. Altri pensano con malinconia a ciò che fu e tentano di tornare indietro invano. Pochi non si perdono in discussioni e occupazioni che presto scompariranno da sole.
Tu sei solo con il tuo guardiano. Alcuni si illudono di essere in compagnia d’altri, ma questi altri sono solo una proiezione del guardiano. Altri cercano disperatamente qualcuno che non troveranno mai. Pochi restano da soli e guardano in faccia il guardiano.”
Queste sono tutte le diverse reazioni degli esseri nei confronti dell’ignoranza, la schiavitù, la colpa, la debolezza, l’attaccamento e la solitudine.
“Tu puoi gridare, lamentarti, fare qualunque cosa, ma non ti sentirà nessuno se non il tuo guardiano che ti guarderà con indifferenza mentre sconti la tua pena. Ogni singola goccia di dolore scorrerà su di te e non su qualcun altro fino a quando l’intera brocca del dolore non sarà completamente svuotata. Ognuno ha la sua brocca e dovrà bagnarsene poco a poco, goccia dopo goccia, secondo la propria pena.”
Il cammino che tutti stiamo facendo sul pianeta Terra, non può essere delegato a qualcun altro, ogni passo è una nostra responsabilità e gli ostacoli (gocce di dolore) si presenteranno di continuo in base al sentiero intrapreso (ogni sentiero ha più o meno ostacoli rispetto ad un altro).
“Non è possibile provare dolore tutto in una volta, ma queste gocce scandiranno il tuo tempo qui per non farti dimenticare il male fino a quando la brocca non sarà svuotata. Quando questo accadrà, tu abbandonerai tutto e non sarai più qui.
Non dimenticare questo, altrimenti tornerai qui una volta libero e dovrai ottenere una nuova brocca del male che ti consumerà goccia dopo goccia fino a liberarti nuovamente.”
Gli ostacoli non si presentano mai tutti in una volta, altrimenti non sarebbe possibile superarli, per cui vengono ripartiti nel tempo. Dal momento in cui l’essere impara a vedere l’ostacolo come un qualcosa che fa parte del viaggio e non come un inconveniente, allora ci sarà un ampliamento di coscienza che porterà l’essere su un livello differente. Come sempre viene rammentato di non dimenticare il primo passo del cammino e la motivazione originaria che ha portato ad intraprendere il cammino.
“Non c’è solo il dolore, ci sono anche “belle cose” e queste ti inganneranno e si trasmuteranno in dolore, puoi starne certo. Il guardiano ti propone le “belle cose” affinché tu possa attaccartene e tornare qui una volta liberato per diventare nuovamente uno schiavo.
Il dolore è qui con te e per te, e ogni cosa buona che incontrerai è soltanto una distrazione, una patina che nasconde altro dolore. Tu diventerai insensibile al dolore solo quando diventerai il dolore e riuscirai a confonderti con il male. Solo allora il tuo dolore svanirà e diventerà qualcos’altro che tu ora non puoi immaginare.”
Fino a quando ci sarà una divisione netta tra “buono” e “cattivo”, l’essere umano sperimenterà la vita come un’altalena: il buono diventa cattivo e il cattivo diventa buono. Il problema in cui spesso ci si imbatte è l’attaccamento nei confronti di un aspetto (magari quello buono) rispetto ad un altro (quello cattivo). Questo atteggiamento porta ad ignorare una faccia della stessa medaglia e tale ignoranza si paga caro perché ciò che viene ignorato cresce nell’ombra fino a diventare più grande di noi. Se si comprende il bene e il male senza avere preferenza per uno o per l’altro, allora si diviene esseri in armonia con la Grande Legge. In sintesi, occorre essere diretti verso il “neutro” (il Tutto) che è il punto da cui partono le innumerevoli strade per la liberazione.

Maestro di arti marziali energetiche

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