Diritti umani - Cittadellinfanzia

Vai ai contenuti

Attendere la MORTE con DIGNITÀ è l’ATTO D’AMORE che OGNUNO MERITA

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in PSICOLOGIA · 4 Marzo 2019
Tags: hospicemortedolore
Non sono stata mai così vicina alla morte, fino al momento in cui ho deciso di vivere un’esperienza formativa, professionale e, paradossalmente, “di vita” in un Hospice. Ma cos’è l’Hospice? È un centro di cure palliative che nasce per rispondere ai bisogni clinici, assistenziali, psicologici e spirituali dei pazienti affetti da malattie progressive ed in fase avanzata, a rapida evoluzione e a prognosi infausta, per i quali ogni terapia finalizzata alla guarigione, o alla stabilizzazione della patologia, non è possibile. Il paziente, assistito da un’equipe di figure professionali, quali infermieri, operatori socio sanitari, psicologi, medici palliativisti, è accolto in un ambiente confortevole in cui può trascorrere le giornate con i propri cari senza vincoli e limiti di orario.

La prima volta in cui ho varcato la porta d’ingresso della struttura in questione, ho provato una sensazione incredibile di pace, di calore, di sospensione del tempo, come se fossi in un mondo parallelo rispetto a quello frenetico e convulso della vita quotidiana.

Avere la morte così vicina mi ha messo subito a disagio, la consapevolezza della sua presenza, silente ma palpabile, mi ha investito di un grande responsabilità, non solo come psicologa, mi ha fatto comprendere cosa significa concretamente supportare pazienti che affrontavano il loro ultimo cammino di vita ed assistere familiari che, con estrema sofferenza, vivono accanto alle persone che amano il dolore lacerante della loro lenta e inesorabile perdita.


        
Ricordo la signora G. che ha trascorso accanto a suo marito, malato incurabile di tumore da alcuni mesi, tutto il tempo che ha avuto a disposizione. Stentavo a trattenere le lacrime mentre mi raccontava la sua storia: lei e suo marito erano da sempre insieme, avevano formato una bellissima famiglia e da poco erano diventati nonni. La signora non riusciva ad immaginare come sarebbe stata la sua vita senza la sua bussola nel mondo, senza il suo compagno di vita, marito e padre premuroso, attento e dolce. Abbiamo percorso insieme i momenti più belli della loro vita con strazianti racconti intrisi di bene autentico; non scorderò mai il coraggio della signora, la fierezza e l’estrema dignità di restare sempre accanto a suo marito per l’ultimo viaggio d’amore insieme. Ho rivisto la signora G. qualche giorno dopo la morte di suo marito, ovviamente era molto addolorata, ma anche in pace con se stessa, perché aveva permesso al suo eterno compagno di vivere l’ultimo periodo della sua vita circondato dall’affetto dei suoi cari e di morire dignitosamente, grazie all’aiuto delle cure palliative. Ritengo che ogni essere umano abbia il diritto di vivere l’ultima fase della sua vita con dignità e che le cure palliative possano consentire ciò, alleviando sintomi e sofferenze, rispondendo ai bisogni dei pazienti accompagnandoli con immenso rispetto a varcare la porta più difficile della vita, quella della morte.

Psicologa, specializzanda in Psicoterapia Cognitiva

                                                                             
Continuate a seguire "Psicologia"
La mente è solo una delle porte sulla vita...
                 



Editore: APS Città dell'Infanzia C.F.92072340729
© Copyright 2014-2019
Città dell'Infanzia
Direttore Responsabile: Serena Gisotti
Torna ai contenuti