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ADULTIZZAZIONE INFANTILE: QUANDO IL BAMBINO FA COSE DA ADULTO

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Chiarisco in primis l’espressione ADULTIZZAZIONE INFANTILE, ovvero “fare cose da adulti durante l’età infantile”. Facendo spunto all’articolo scritto dalla redazione di Città dell’Infanzia, che invito tutti a leggere, dal titolo “Saggio? No. Sesso raccontato attraverso una ‘danza bambina’”, scrivo queste riflessioni che mi sembrano doverose, considerato il mio ruolo nella società, che mi vede, al di là di tutto, un educatore.

Sono una pediatra, lo dovrei fare nella sua interezza, sia nel corpo che nell’anima, ed è per questo che mi sento in dovere di spronare sempre di più i genitori.

Questa lunga premessa per spiegare come sia difficile oggi portare a compimento le missioni di un pediatra: le patologie nel nostro ambulatorio, per la maggior parte, riguardano la sfera psicologica e psichica.
La modernizzazione ha portato alcuni bambini a essere sottoposti a una serie di stimoli tipici dell’età adulta e dell’adolescenza.
Questa pratica è una vera e propria “violenza mascherata”, perché costringe i piccoli a vivere da grandi, ad assecondare il desiderio degli adulti di vivere tutte le emozioni con il conseguente rischio di creare sofferenza psichica e superficialità relazionale. Sappiamo che la logica del bambino si sviluppa sempre di più verso i 6-7 anni, assumendo le caratteristiche della razionalità ed è per questo che la possibilità di vivere in gruppo (e per gruppo intendo l’ambiente sportivo, musicale, della danza, ecc …) proprio in questa fascia d’età assume un’importanza cruciale.

L’inserimento nel gruppo favorisce la crescita delle competenze sociali e relazionali e per questo motivo lo ritengo importante quanto la scuola e tale approccio andrebbe educato ed incentivato.


A questa età compaiono emozioni come la vergogna, il pudore e il senso di colpa che saranno fondamentali per il rispetto di sé e degli altri  e saranno la base per la loro vita morale, pertanto non dobbiamo assolutamente creare confusione nella distinzione tra il bene e il male, perché i bambini che stanno crescendo stanno cercando di affacciarsi alla vita futura …
La responsabilità degli Educatori e dei Formatori è fondamentale per la loro crescita morale.
La prevenzione e la tolleranza sono metodi in grado di mantenere il “dialogo” sotto controllo e sopratutto di mantenere nel bambino una stima di sé positiva. Come sostenuto da Goldman et Al: “i genitori e la famiglia rivestono anch’essi un ruolo importante nello sviluppo del senso del pudore; essere genitore ed educatore oggi è difficile, faticoso e pieno di insidie: spesso ci si arrabbia per la superficialità che ci circonda”.                                                         
Penso fortemente che INSIEME possiamo educare il mondo, renderlo più sensibile a determinate problematiche: per questo noi di Citta dell’Infanzia ci battiamo ogni giorno e senza filtri e senza compromessi DENUNCIAMO!           
Possiamo condividere i pesi, moltiplicare i successi, ridimensionare le difficoltà e i fallimenti: INSIEME dobbiamo superarci non accontentandoci di ciò che è, dobbiamo avere il coraggio di dire NO e di cercare qualcosa che abbia la luce della giustizia e della verità!                                                                                      

                                                                                                            
Chiedi all'esperto di "Salute e Benessere" . La salute NON può essere un’opzione.
 
 
 
   
 
 
   
 
 
   
 
 
 



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