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“Tremate, tremate, ad HALLOWEEN le STREGHE son tornate …”

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in LETTURA E RACCONTI · 30 Ottobre 2019
Tags: halloweenstregheracconti
Per Halloween, festività conosciuta anche come “la notte delle streghe”, vorrei proporre a tutti gli amici di Città dell’infanzia la lettura di un romanzo per ragazzi, la cui protagonista è proprio una piccola strega.“Streghetta mia” è un romanzo umoristico scritto da Bianca Pitzorno e pubblicato per la prima volta nel 1988 dalla casa editrice E. Elle di Trieste, consigliato per bambini dai 7 anni in su. La vicenda comincia con la presentazione di Asdrubale Tirinnanzi, ragazzo egoista, avido di denaro ed estremamente carente in igiene personale, che per ottenere la cospicua eredità del pro-zio Sempronio deve assolutamente sposare, entro un anno, una strega. Le sue ricerche lo porteranno a incontrare la famiglia Zep, da poco allietata dalla nascita della loro settima bambina, Emilia. La piccola, fin da subito, dimostra di avere strane caratteristiche: ha i capelli rossi (a differenza delle sue sorelle rigorosamente bionde o brune), non va a fondo nell’acqua durante il bagnetto, parla con gli animali che obbediscono ai sui ordini, la sua immagine non è riflessa dagli specchi e riesce a sollevarsi in volo su di una scopa. Gli Zep, moderni e istruiti, non vengono neppure sfiorati dall’idea che la loro figlioletta possa essere una strega, solo Asdrubale, leggendo per caso in biblioteca un tema scritto da una delle sorelle di Emilia, riconosce di aver trovato finalmente ciò che cercava, ma solo troppo tardi si accorgerà di aver tralasciato un indizio fondamentale…



Bianca Pitzorno, una delle più amate autrici di libri per ragazzi, decide di scrivere questo romanzo in seguito alle numerose ricerche da lei svolte, tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta, per la biografia di Eleonora d'Arborea. Gli studi sul Medioevo la portano inevitabilmente a imbattersi nelle cronache delle persecuzioni delle streghe, argomento che tocca profondamente la sua sensibilità: “Ciò che mi pareva incredibile non era tanto la superstizione, ma la pretesa di dimostrare 'scientificamente' l'esistenza delle streghe e dei loro malvagi poteri. I serissimi manuali che dovevano mettere gli inquisitori in grado di riconoscere la strega sotto le ingannevoli apparenze di una donna qualsiasi, le 'prove' inconfutabili della loro diversità. Erano, quelli della mia ricerca, anni di femminismo ruggente, e la strega era diventata il simbolo della donna perseguitata, ma anche della donna dotata di poteri straordinari, temuta e odiata dagli uomini per questo.”


L’idea iniziale era quella di scrivere un romanzo storico di ambientazione medievale, ma in un secondo momento, l’autrice decide, giocando sull’ironia, di ambientare la vicenda nel ventesimo secolo tra gente fiduciosa nella scienza e che non crede assolutamente all’esistenza delle streghe.
I segni dai quali si può riconoscere una strega e i modi di ridurla al proprio volere, elencati da Asdrubale Tirinnanzi sul suo taccuino, sono tratti dal “Malleusmaleficarum”, il “Martello delle Streghe”.
Oggi è possibile trovare il romanzo “Streghetta mia” sia in versione cartacea nell’edizione Einaudi Ragazzi, collana Storie e Rime, con le illustrazioni di Emanuela Bussolati o nell’edizione del 2019 con le illustrazioni di Mark Beech, sia come audiolibro letto dalla stessa autrice, edito da Emons Libri & Audiolibri. Buona lettura!

Scrittrice e Narratrice

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