Diritti umani - Cittadellinfanzia

Vai ai contenuti

“PERDERE PESO è la mia ossessione ma più dimagrisco, più mi vedo GRASSA”

Cittadellinfanzia
Pubblicato da in PSICOLOGIA ·
Tags: anoressiabulimia
Ginevra è una ragazza di 25 anni, insegna in una scuola privata, è curata nell’aspetto, molto educata ed intelligente. Da un po’ di tempo segue una dieta eccessivamente ipocalorica, pesa ogni cibo prima di mangiarlo, controlla le calorie sulle etichette dei prodotti, somma i valori nutrizionali degli alimenti per stabilire a quanto ammonta l’apporto di grassi perché continuamente preoccupata di ingrassare, controlla il peso del suo corpo 2- 3 volte al giorno con un’attenzione selettiva anche alle minime variazioni, mostra ansia nel momento in cui la bilancia segna anche solo qualche etto in più rispetto al giorno prima. Ginevra fa un’intensa attività fisica, afferma “appena posso, corro in palestra per smaltire quello che mangio”, durante il fine settimana si impegna in lunghe passeggiate, in particolar modo, dopo il pranzo della domenica, durante il quale è costretta a mangiare più degli altri giorni in quanto è l’unico giorno in cui la sua famiglia si riunisce e lei si sente in dovere di tranquillizzare i suoi parenti che vogliono che mangi di più.
Ho l’ansia la domenica, perché sono tutti lì che mi guardano mentre mangio, allora io mangio un po’ di più rispetto agli altri giorni per accontentarli ma poi puntualmente dopo pranzo mi induco il vomito di nascosto e passeggio per ore in modo da smaltire quello che ho mangiato”.
Ginevra non vomita solo la domenica ma più volte durante la settimana: “Il vomito mi libera da un peso insopportabile, è un gesto liberatorio, mi fa sentire meglio anche se subito dopo mi sento in colpa per averlo fatto ma per me è un impulso irrefrenabile, è come se fossi costretta a farlo”, ha un' intensa paura di aumentare di peso e di diventare grassa anche se oggi il suo peso è pari a 40 kg. È una ragazza in gamba, laureata con il massimo dei voti, molto brava con i ragazzi ai quali insegna, ma non riesce a valutarsi positivamente per tutto questo, il giudizio del proprio valore avviene esclusivamente in termini di forme, peso e delle proprie capacità di controllarli.

Essere magra equivale ad essere “perfetta” e raggiungere la perfezione è il suo obiettivo da perseguire ad ogni costo.

Il peso troppo basso nell’ultimo periodo le comporta molte difficoltà, infatti, lamenta scarsa concentrazione, riferisce che il suo umore è basso, è particolarmente irritabile, sente di essere fisicamente debole e non desidera uscire se non per andare al lavoro, raramente incontra amici preferendo una vita solitaria.


Ginevra riconosce dentro di sé due parti: una parte sana che le ha permesso di chiedere aiuto ad un Centro specializzato in Disturbi del comportamento alimentare ed una parte malata: “è come se ascoltassi una voce che mi dice di non mangiare, anche se le porzioni di cibo sono ridotte, la vocina mi convince a mangiare sempre meno e se per lei ho mangiato più del dovuto vomito per rimediare, in quei momenti è lei a dirigermi ed io non ho nessun potere, mi sento inerme.” La sua famiglia è molto preoccupata per le condizioni di salute della ragazza, che nell’ultimo periodo, è particolarmente triste, a causa della fine di un’importante relazione affettiva con il suo fidanzato, che cerca di gestire concentrandosi maggiormente sul controllo delle forme del proprio corpo.
Il caso clinico presentato racconta ciò può vivere e provare una persona con un disturbo alimentare sempre più diffuso: l’anoressia nervosa. Nella popolazione generale di età maggiore di 18 anni è stato stimato un tasso di prevalenza lifetime (percentuale di una popolazione che sviluppa una determinata malattia nel corso della vita) dello 0,9 per l’anoressia  nervosa. Nelle donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni il tasso è molto più elevato arrivando al 2%. La fascia di età in cui l’esordio si manifesta, più spesso, è quella tra i 15 e i 19 anni, attualmente si assiste ad un aumento di casi ad esordio precoce anche se non sono infrequenti casi di anoressia nervosa ad esordio tardivo che sono associati ad un maggior rischio di cronicità e ad una comorbidità con disturbi psichiatrici come ansia e depressione.
Il DSM -5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, American PsychiatricAssociation) inserisce l’anoressia nella categoria chiamata Disturbi della Nutrizione e dell’alimentazione. I principali criteri di questo disturbo sono:
  • restrizione dell’assunzione delle calorie in relazione alle necessità, portando ud un peso corporeo significativamente basso rispetto all’età, sviluppo e salute fisica.
  • intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure un comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, anche se significativamente basso.
  • Alterazione del modo in cui è vissuto dall’individuo il peso o la forma del proprio corpo, eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima.
Il DSM-5 distingue 2 tipologie di Anoressia Nervosa:
  • Tipo con restrizioni: negli ultimi 3 mesi la persona non ha presentato episodi di abbuffate o condotte di alimentazione e quindi la perdita di peso è raggiunta principalmente attraverso la dieta, il digiuno e/0 l’attività fisica eccessiva.
  • Tipo con abbuffate/ condotte di alimentazione: negli ultimi 3 mesi, la persona ha presentato ricorrenti episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici).
Nel prossimo capitolo saranno fornite informazioni sui fattori di rischio del disturbo e sulle possibilità di trattamento.

Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva

Continuate a seguire "Psicologia"
La mente è solo una delle porte sulla vita...
     
 
 
                               



Editore: APS Città dell'Infanzia C.F.92072340729
© Copyright 2014-2019
Città dell'Infanzia
Direttore Responsabile: Serena Gisotti
Torna ai contenuti