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“Non posso TOGLIERE il CIUCCIO a mio FIGLIO, ha solo 3 anni …”. Basta con i consigli della nonna!

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Pubblicato da Dott.ssa Anna Sofia Piras in APPRENDIMENTO · 24 Gennaio 2020
Tags: mammeciucciomaternità
Spesso sento dire dai genitori “mio figlio è troppo piccolo per abbandonare il ciuccio, ha solo tre anni” oppure “ha quattro anni ma beve dal biberon perché se glielo tolgo mi lascia il latte”. Ho pensato di scrivere questo articolo perché da logopedista ogni giorno accompagno i genitori e le famiglie nel prevenire e combattere gli effetti negativi dei vizi orali protratti nel tempo dai bambini (tra cui l’uso del biberon, ciuccio, la suzione del pollice o del labbro).

Essere informati è importante, soprattutto quando con piccole azioni si possono prevenire disagi estetici e strutturali.

Perché il neonato ha bisogno del ciuccio? Perché a volte è difficile limitarne l’utilizzo?
Il succhietto tranquillizza, genera piacere, diventa un sostituto alla presenza della mamma e soprattutto ricorda il nutriente e delizioso atto dell’allattamento. Tuttavia, studi dimostrano che un bambino che ha utilizzato il ciuccio ha 2,5 volte più probabilità di sviluppare una malocclusione; se succhia il pollice, invece, ha 3,6 volte più probabilità di sviluppare un overjet.

In alcuni paesi del mondo, come l’Africa, dove il ciuccio non è entrato nelle abitudini familiari, l’incidenza delle malocclusioni e delle abitudini viziate, in età compresa tra i tre e i sei anni, è prossima allo zero.

Ma voglio essere chiara: non è l’abitudine in sé a rappresentare un rischio per il bambino, bensì l’utilizzo eccessivamente frequente e/o prolungato nel tempo.
Tutti i vizi della suzione hanno una funzione transazionale. Per questo motivo non vanno demonizzati in assoluto, anzi: sotto alcuni aspetti e nei giusti tempi hanno anche degli aspetti positivi. È però importante sapere che il ciuccio va proposto al bambino solo dopo che l’allattamento al seno è ben avviato, pena il rischio di una riduzione della frequenza di un allattamento naturale, che può sfociare nel suo abbandono.


Il ciuccio può quindi essere utilizzato di tanto in tanto, e in ogni caso eliminato gradualmente a partire dai due anni, per essere completamente abbandonato entro i tre anni di vita. L’uso dovrebbe limitarsi al momento dell’addormentamento e tolto durante il sonno notturno o a particolari momenti di disagio del piccolo. Il bambino che utilizza il ciuccio oltre i ventiquattro mesi corre un maggior rischio di automatizzare la deglutizione infantile e questo comporterà ripercussioni sulla postura della lingua e sul sorriso. Comprendendo e conoscendo queste dinamiche si può scegliere in modo più consapevole il bene del vostro bambino e trovare la giusta determinazione per agire. Torneremo a parlare di abitudini viziate nel prossimo articolo.

Logopedista Specializzata in Disturbi dell’Apprendimento

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