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“M’ingozzo di cibo. E’ una FAME INFINITA che nessun alimento potrà mai riempire”.

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Pubblicato da in PSICOLOGIA · 16 Gennaio 2020
Tags: anoressiabulimia
“Potrei definire la mia fame una fame infinita, nel senso che mi ritrovo ad ingoiare grosse quantità di cibo perdendo completamente il controllo senza sentirmi piena. Divoro tutto rapidamente, mangio spinta dalla rabbia, dalla tristezza, dall’ansia o per la noia anche senza sentirmi affamata. Solitamente queste abbuffate avvengono quando sono sola, subito dopo provo un forte disgusto verso me stessa e mi sento in colpa per ciò che ho fatto”.
Questo è il racconto di Giorgia che soffre di disturbo da alimentazione incontrollata(detto anche bingeeatingdisorder-BED). Il DSM-5 (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) definisce i criteri per diagnosticare il disturbo da bingeeating:
A-Ricorrenti episodi di abbuffate. Un episodio di abbuffata è caratterizzato da entrambi gli aspetti seguenti:
  • mangiare, in un periodo definito di tempo (per es. un periodo di due ore) una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili;
  • sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).
B-Gli episodi di abbuffata sono associati a tre (o più) dei seguenti aspetti:
  • mangiare molto più rapidamente del normale;
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
  • mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;
  • mangiare in solitudine perché ci si vergogna di quanto cibo si sta assumendo.
  • sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o assai in colpa dopo ogni episodio.
C-È presente un marcato disagio riguardo alle abbuffate.
D-L’abbuffata si verifica, in media, almeno una volta alla settimana per 3 mesi.
E -L’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa e non si verifica esclusivamente in corso di bulimia nervosa o anoressia nervosa.

Ma cosa scatena e mantiene le abbuffate nel BED ?

Ogni paziente può essere più vulnerabile ad alcune emozioni che ad altre, ma qualsiasi stato d’animo negativo che superi la sua soggettiva soglia di tolleranza può scatenare un’abbuffata. Le emozioni coinvolte sono molteplici: ansia, tristezza, solitudine, stanchezza, disperazione, noia, rabbia. In casi rari anche la felicità può dar adito all’abbuffata.
Secondo la psicologia cognitivo comportamentale vi sono due meccanismi principali alla base dello scatenamento delle abbuffate: la fuga dalla consapevolezza ed il blocco emozionale.

I pazienti sperimentano durante l’abbuffata una sensazione di perdita di controllo e di allontanamento dalla realtà, il soggetto si focalizza sul presente senza più riflettere sugli eventi passati e futuri che provocano sofferenza.

Sono consapevoli che tale metodo è disfunzionale, ma costituisce un momento di sollievo da un disagio intollerabile. L’abbuffata è utilizzata come metodo disfunzionale per allontanare dalla coscienza le emozioni negative ponendo l’attenzione sulle emozioni positive indotte dal cibo. L’emotionaleating rappresenta l’unica modalità di risposta utilizzata per rispondere alle difficoltà della vita quotidiana. Se coesiste un’intolleranza alle emozioni e una difficoltà al controllo degli impulsi e se durante la storia d’attaccamento si è imparato ad utilizzare il cibo come soluzione ai diversi problemi, è probabile che le emozioni negative inducano abbuffate.


A loro volta le abbuffate comportano senso di colpa e vergogna per la trasgressione alimentare e l’indesiderato aumento di peso. Tali emozioni negative sono scarsamente tollerabili e funzionano esse stesse da fattore di mantenimento innescando ulteriori abbuffate.

I fattori scatenanti e di mantenimento creano un circolo vizioso da cui il paziente ha difficoltà a districarsi.

È utile precisare che bingeatingdisorder non è necessariamente sinonimo di obesità, infatti anche individui normopeso possono avere diagnosi di disturbo da alimentazione incontrollata. Tuttavia, è molto frequente che il paziente bingeater sia obeso o in sovrappeso a causa delle frequenti abbuffate in assenza di comportamenti compensatori per rimediare all’eccessiva introduzione di cibo.

DSM- 5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. La fame infinita. Manuale di diagnosi e terapia del disturbo di alimentazione incontrollata, a cura di Patrizia Todisco , Piergiuseppe Vinai.


Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva

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