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“Divoro CIBO fino a scoppiare, poi VOMITO. Sono bulimica!"

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Pubblicato da in PSICOLOGIA · 10 Ottobre 2019
Tags: bulimiadisturboanoressia
“…sono continuamente preoccupata per il mio peso e per la mia forma fisica, mi guardo allo specchio e non mi piaccio, anzi provo proprio disgusto per il mio corpo, detesto soprattutto le gambe, sono enormi, piene di cellulite! Per cercare di stare in forma seguo una dieta, ma in alcuni momenti della settimana, in particolar modo quando sono sola a casa e mi sento triste, vado in cucina e “divoro” tutto ciò che trovo nella dispensa. Inizio con una scatola di biscotti, ma non riesco a fermarmi e così le scatole diventano 2, 3, poi patatine e tutti gli snack disponibili in cucina, finché non mi sento piena da star male.

Subito dopo questa corsa frenetica all’ingestione di cibo provo vergogna, mi sento in colpa e corro in bagno per vomitare.

È uno strano meccanismo: più mangio e più mi vien voglia di procurarmi il vomito, più vomito e più provo disgusto per me stessa e mi vien voglia di mangiare. È un circolo vizioso in cui sento di essere imbrigliata senza avere il controllo e dal quale non riesco a liberarmi … È come se ciò che volessi controllare alla fine arrivasse a controllarmi, è una trappola dalla quale è difficile uscire”


Questa testimonianza racconta ciò che vive chi soffre di bulimia nervosa: un disturbo dell’alimentazione e della nutrizione che di solito insorge alla fine dell’adolescenza o all’inizio della giovinezza ed è molto più frequente nel sesso femminile. L’esordio generalmente è tra i 15 ed i 25 anni, possono verificarsi anche forme precoci in età infantile, e tardive. Tale disturbo del comportamento alimentare è caratterizzato da abbuffate che consistono nell’ingestione di eccessive quantità di cibo in un discreto lasso di tempo indipendentemente da fame e con la sensazione di perdita di controllo.

Le abbuffate di solito sono seguite da condotte di compenso: tentativi di evitare l’aumento di peso eliminando ciò che è stato ingerito.

Per chi soffre di bulimia nervosa le principali condotte di compenso sono il vomito autoindotto, l’abuso di lassativi e diuretici e l’iperattività, tutti comportamenti finalizzati ad annullare gli effetti delle abbuffate e che comportano una serie di gravi conseguenze a livello cardiaco, renale, gastrointestinale, dentario, cerebrale.  Le cause della bulimia nervosa sono varie e multifattoriali.
Tra i principali fattori di rischio è possibile individuare:

  • tendenza all’impulsività e difficoltà di regolazione emotiva;  
  • storia personale di abusi e traumi;  
  • insoddisfazione per il proprio corpo (la presenza del disturbo dell’immagine corporea è spesso concomitante ad un disturbo alimentare);
  • scarsa autostima ed efficacia.

Se i disordini alimentari non sono trattati in tempi e con metodi adeguati possono diventare una condizione permanente e nei casi gravi portare alla morte. Secondo l’American Psychiatric Association (APA), sono la prima causa di morte per malattia mentale nei paesi occidentali. Nel prossimo articolo saranno fornite alcune linee guida per il trattamento della bulimia nervosa.

Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva

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