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SENTI LA TUA SALUTE MINACCIATA DALL'INQUINAMENTO? FAI CAUSA AL SINDACO!

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Il danno ambientale è ormai un dramma certificato. L’efferatezza del delitto compiuto quotidianamente sulla natura diviene, giorno dopo giorno, una constatazione che ci trasforma in spettatori catatonici, privi di capacità di intendere o volere, sopraffatti da immobilismo e pigrizia autolesionista. Eppure, nel mondo, alcuni cittadini attenti, scrupolosi e, forse, con una percezione del valore della vita ben radicato, hanno sentito la necessità di ribellarsi al “sistema”. E’ quello che è accaduto a Stoccarda, nel marzo 2017, dove due cittadini, stanchi dei livelli di polveri sottili, per 65 giorni consecutivi,  quasi il doppio del limite dei 35 giorni stabilito dall’Unione Europea, hanno impugnato il “forcone” e fatto causa al sindaco Fritz Kuhn e al presidente del distretto Wolfgang Reimer. L'accusa: lesioni fisiche, con morte conseguente (a causa dell’inquinamento), e mancanza di assistenza. “Abbiamo voluto evidenziare l’apatia burocratica dell’amministrazione comunale”, hanno detto i due cittadini, secondo cui “c’è bisogno di misure più proattive per combattere l’inquinamento. Quelle esistenti sono inadeguate”. Sembra che oggi Stoccarda si stia adoperando per mettere in atto misure preventive. A partire da quest’anno introdurrà limiti occasionali alla circolazione di auto diesel, in caso di livelli elevati di polveri sottili e riguarderà tutti i veicoli diesel eccetto gli Euro 6. L’amministrazione ha annunciato anche abbassamenti dei limiti di velocità e nuove piste ciclabili.
 
Qualcosa di simile era già accaduto anche in Italia dove, l’anno prima, erano stati presentati degli esposti contro il sindaco di Verona, colpevole, secondo gli accusatori, di non aver adottato le misure necessarie per combattere l’emergenza smog e di non avere informato la popolazione sui pericoli a cui era esposta.
 
Ora, il “caso” di Stoccarda potrebbe divenire una reale strada da percorrere per  scuotere la macchina amministrativa dal suo torpore e riportarla ad una presa di coscienza non solo delle responsabilità penali ma anche di quelle morali nei confronti dei cittadini di cui si rende “rappresentate e garante”. A tal proposito, vogliamo ricordare

<<l’obbligo di assicurare livelli minimi di sicurezza come “livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali fondamentali”>>. Si rammenta, altresì, che i compiti del sindaco sono ampi, soprattutto <<il Sindaco deve conoscere la condizione di SALUTE della popolazione e deve attivare/implementare iniziative/strategie di promozione della SALUTE stessa, deve, inoltre,  adottare provvedimenti se questa è minacciata (per es. emanare ordinanze contingenti ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica).>>

Converrebbe, pertanto, rileggere l' Articolo 191
(ex articolo 174 del TCE) e  il Attenzione, pertanto, alle superficiali dichiarazioni pubbliche che contengano inesattezze impugnabili in tribunale e alla “protezione” dei “rapporti personali” in-house a scapito del cittadino.  

Nel momento in cui si diviene “responsabili” vi sono onori e oneri e, ahimè, tra gli ultimi c’è  proprio quello di non potersi esprimere liberamente, in modo spesso clownesco, in base a quello che si crede o si vuole ma vi è l’obbligo di esporsi  su fondamenti certificati e agire nel supremo interesse della popolazione.

D’altronde, l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo è per tutti e non conosce “ranghi”, “appartenenze”, "compagini" o “amicizie”. Quindi, vale la pena mettere anche a repentaglio se stessi? Il rischio oltre la vita? ...
Il carcere, in vita, pare che sia più di un’opinione.
Buona causa o amministrazione (sarebbe più opportuno) a tutti!






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